Con piacere ed emozione condivido con voi la prima storia del nuovo anno della nostra amica “Vittoria”, che ha deciso di voler regalarci, infondendo un po’ di speranza a chi vive quotidianamente nel cuore,sconforto. Ed io puntualmente mi emoziono a leggere ogni storia, rivivendo dietro alle parole di gioie di adesso, momenti del passato fatto di puro dolore, tristezza e delusione. Rifletto su come sia importante e fondamentale stare accanto a tale dolore nella maniera più rispettosa, perchè oltre al riuscire a donare la vita ad una nuova creatura che verrà messa al mondo, si ridona a chi come Vittoria nel lungo percorso dell’infertilità, la voglia di rivivere.

Ciao a tutte sono Vittoria, e per un lungo periodo della mia vita ho odiato il mio nome, perché di vittoria non vedevo nulla, solo fallimenti su fallimenti, fallimenti mensili ad ogni arrivo del ciclo, fallimenti di fivet.

Sembra banale soffermarsi anche sul proprio nome, ma questo oggi mi fa capire come mi ero persa nella tristezza e nell’odio assoluto di tutto e tutti soprattutto di me stessa. Eh si perché io ero la “donna non donna” quella che non riusciva naturalmente a dare alla luce un bambino, quindi non una vera donna.

Vi racconto un po’ quella che è stata la mia disavventura. Io e Domenico ci sposiamo nel 2013 e sin da subito cerchiamo di avere una gravidanza. Il panico inizia da subito, perché io ignara della possibilità che non fosse scontato ottenere una gravidanza semplicemente  avendo dei rapporti completi, già dal primo mese dell’arrivo del ciclo post “ricerca gravidanza” e non ottenendola, sono andata letteralmente in tilt. Entro nella voragine dell’ansia e decido di non confrontarmi con nessuno, tengo dentro di me questo senso di impotenza. Dopo 1 anno di fallimenti mensili, una sera a cena di amici, un’ amica di una mia amica racconta con disinvoltura il loro tormentato vissuto alla ricerca della gravidanza, come poi hanno risolto tutto risolvendo il loro problema di infertilità grazie ad un centro a Gioia Tauro. Ricordo perfettamente la sensazione che ho provato mentre lei raccontava la sua storia e nei giorni a seguire. Ho criticato molto quella donna, di come raccontasse senza pudore la sua vita a dei perfetti sconosciuti. Oggi  le devo dire grazie. Perché passata la fase di critica del suo atteggiamento, ho iniziato a vedere quell’incontro come un segno, dovevo fare qualcosa per indagare e capire cosa c’era di strano in noi che non ci permettesse di avere un bambino naturalmente. Dopo alcune riflessioni, pianti, momenti di pura depressione, decidiamo con Domenico di rivolgerci proprio nello stesso centro dove Francesca, aveva ottenuto la sua meravigliosa Virginia. Troviamo in contatti su internet, spulciamo un po’ il sito, dove già li era tutto descritto con molta chiarezza, fissiamo un appuntamento.

Nonostante la competenza, la disponibilità e la cordialità delle figure professionali che incontriamo quel giorno, io durante l’intera consulenza ero molto restia ed ogni spiegazione delle varie e possibili tecniche mi sembrava lontana e superflua per noi, anche un semplice accertamento, una semplice analisi, come se volessi trovare li la pozione magica per avere subito un bambino. Devo dire che la comprensione e pazienza della Dott.ssa Vaticano sono state da cuscino a tutti i miei dubbi e a tutti i miei muri di pensieri ossessivi presenti durante le chiacchierate con la psicologa man mano ho sentito abbattere cosi da accettare di avere una difficoltà nel procreare naturalmente. Perché finchè non si abbatte questo muro…è davvero difficile che tutto vada bene. Infatti i primi 3 tentativi sono andati male. Oggi riesco a capire che non ero veramente pronta e soprattutto convinta, in quei momenti la rabbia mi divorava. Al quarto tentativo, il primo del secondo ciclo di PMA arrivano le beta positive. La nostra vita adesso è ricca quotidianamente di emozioni che il nostro piccolo Mattia ci regala, ed io non smetterò mai di ringraziare chi è andato oltre ai miei muri portandomi il mio sogno tra le mani. Grazie Gatjc.

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