Dacché esiste l’uomo esiste anche la gravidanza. Millenni di storia non hanno però svelato ancora tutti i misteri di questo particolare periodo della vita di una donna e anche quest’anno la ricerca scientifica ha svelato nuovi particolari di diversi aspetti sia della gestazione, sia del concepimento.

Ecco una selezione delle notizie più significative del 2013.

L’ importanza della forma fisica

Mantenersi in forma favorisce il concepimento e protegge la salute del bambino a partire dalle prime fasi del suo sviluppo. Per questo lo stile di vita prima e dopo la gravidanza deve essere salutare sia dal punto di vista dell’alimentazione, sia da quello dell’attività fisica e del riposo. Nel 2013 tutto ciò è stato confermato da uno studio che per la prima volta ha suggerito che per le donne che soffrono di ovaio policistico le probabilità di concepimento aumentano se l’alimentazione quotidiana è caratterizzata da una colazione abbondante e da una cena più leggera. I benefici di questa scelta sembrerebbero derivare dal fato che in questo modo si agisce positivamente sui livelli di insulina, che a loro volta influenzano i livelli di altri ormoni. Una volta incinte, invece, ciò che si mangia influenza la salute del bambino. Uno studio condotto sui ratti suggerisce addirittura che le donne che durante la gravidanza e l’allattamento mangiano troppo cibo spazzatura possono condannare il figlio che portano in grembo a preferire cibi poco salutari ricchi di grassi e ad avere a che fare con una vera e propria dipendenza da junk food.

Per quanto riguarda invece l’attività fisica, fare movimento con il pancione fa bene al cervello del bambino. Abbinato a un buon riposo e alla cura del benessere psicologico migliora l’ambiente in cui si sviluppa il feto. Secondo uno studio bastano 20 minuti di allenamento cardio per 3 volte alla settimana per aumentare le capacità del neonato di processare i suoni. In altre parole, il cervello dei figli delle donne che si mantengono in esercizio anche durante la gravidanza è più maturo dal punto di vista dell’attivazione.

Il sonno, infine, può aiutare a concepire. Secondo una ricerca le dinne che lavorano su turno possono soffrire di mestruazioni irregolari associate a una riduzione della fertilità. Al contrario, dormire almeno 7-8 ore a notte favorisce il buon esito degli interventi di fecondazione in vitro.

Aborti spontanei e gravidanze multiple

Un’indagine dei ricercatori del Montefiore Medical Center di New York ha svelato che la maggior parte delle donne non sa quanto possano essere frequenti gli aborti spontanei, che secondo le stime questi eventi riguardano be il 15-20% delle gravidanze. Non solo, contrariamente a quanto si potrebbe pensare le cause principali non sono lo stress o gli sforzi fisici, ma anomalie cromosomiche incompatibili con la sopravvivenza del feto.

Per quanto riguarda invece le gravidanze multiple, ma se è vero che un terzo di tutti i gemelli e il 75% dei fratelli nati da gravidanze plurigemellari, d’altra parte uno studio condotto negli Stati Uniti ha svelato che le nascite multiple non sono associate soprattutto alla fecondazione in vitro, ma ad altri trattamenti mirati ad aumentare la fertilità, come quelli a base di farmaci per stimolare l’ovulazione.

L’assistenza in gravidanza e durante il parto

Un’analisi appartenente alla serie delle prestigiose Cochrane Review ha svelato che le donne che si affidano all’assistenza e ai consigli di un’ostetrica durante la gravidanza e il parto stanno meglio rispetto alle altre. Lo stesso vale per la salute dei loro bambini. Un esempio? Le donne che partoriscono assistite da un’ostetrica hanno meno spesso bisogno di un’episiotomia o dell’epidurale, due aspetti molto cari alle future mamme che vogliono un parto il più possibile naturale.

Purtroppo però uno studio condotto negli Stati Uniti ha svelato che un quarto delle donne ha dovuto rassegnarsi ad almeno 3 interventi medici durante il parto, variabili dall’assunzione di farmaci per stimolare il travaglio al taglio cesareo. Nel 25% dei casi anche l’uso dell’epidurale risulta essere una scelta guidata dalle pressioni esercitate dagli operatori sanitari.

Infine, il momento che sancisce definitivamente l’inizio di una nuova vita: il taglio del cordone ombelicale. Una nuova ricerca pubblicata nel 2013 suggerisce che sarebbe meglio aspettare almeno 1 o 2 minuti dopo la nascita prima di mettere mano alle forbici. Avere pazienza per un solo minuto può infatti aumentare i livelli di ferro del piccolo fino a 6 mesi dopo la nascita.

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