L’Organizzazione Mondiale della Sanità lancia un nuovo allarme per la diffusione del virus Zika. Le donne che si trovano nelle regioni colpite dal virus, in particolare l’America Latina e i Caraibi, dovrebbero prendere in considerazione un rinvio della gravidanza. Tale precauzione è fondamentale per evitare che continuino a nascere bimbi con malformazioni. L’invito è rivolto a milioni di coppie in 46 Paese dove il virus Zika è tuttora un’emergenza.
L’anomalo incremento di casi di microcefalia nei neonati del nord-est del Brasile così come dei casi di infezione da ZIKV, ha posto l’attenzione su un possibile link tra le anomalie congenite del sistema nervoso centrale e l’infezione da ZIKV contratta durante la gravidanza. Vi sono infatti evidenze, seppure limitate, sulla possibilità di trasmissione del virus transplacentare o durante il parto nel corso della fase viremica materna. Le donne in gravidanza sono considerate a rischio in quanto l’infezione potrebbe provocare danni al feto con conseguenti malformazioni quali microcefalia. Tale associazione è ancora oggetto di studio ma per il momento si consiglia alle donne in stato di gravidanza di seguire le seguenti raccomandazioni:
Alle donne in gravidanza, e a quelle che stanno cercando una gravidanza si consiglia il differimento di viaggi non essenziali verso tali aree.
Le donne in stato interessante che hanno viaggiato in aree in cui è stata riportata trasmissione locale del virus Zika, devono dar notizia del loro viaggio durante le visite prenatali al fine di essere valutate e monitorate in modo appropriato.

Non è chiaro il meccanismo attraverso cui il virus Zika raggiungerebbe il sistema nervoso. È tuttavia certo che nei Paesi che oggi sono teatro dell’epidemia, il numero di adulti colpiti dalla sindrome di Guillain-Barré sta aumentando, e sta crescendo vertiginosamente (di ben 25 volte, in Brasile) quello dei neonati con microcefalia, condizione dovuta a uno sviluppo ridotto del cervello, che causa importanti problemi neurologici e può essere incompatibile con la vita. A confermare i timori c’è il fatto che nel sangue di alcuni bambini microcefalici nati nei mesi scorsi in Sud America sono state trovate tracce del virus Zika.

Non esistono farmaci per curare la malattia né per prevenire le sue conseguenze più serie. E occorreranno probabilmente anni prima che si arrivi a un vaccino che protegga dal virus.

L’elenco delle zone colpite nel corso degli ultimi nove mesi è consultabile alla pagina: http://ecdc.europa.eu/en/healthtopics/zika_virus_infection/zika-outbreak/Pages/Zika-countries-with-transmission.aspx

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