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Pressione sociale

Quotidianamente, ci si sente sottoposti alla pressione sociale di cui, molto spesso, se ne diventa vittima. Il mancato arrivo del figlio, tanto desiderato, può essere vissuto come limite individuale. Avere un figlio è, spesso, conferma dell’identità genitoriale e base dell’identificazione del nucleo familiare . Si iniziano, così, ad evitare le uscite e gli incontri con gli amici, le ricorrenze di famiglia, etc, insomma, tutte le occasioni in cui il contatto con l’invadenza altrui possa emergere. Il semplice piacere di una serata tra amici può diventare fonte di ansia e tensione. Uno stato d’animo ansioso, generato dalla paura di vivere le costanti domande personali da parte degli altri…”bambini ancora niente?”.  Il giudizio che si cela dietro tale domanda sfiora le corde della propria anima, creando un suono assordante di dolore. Sappiamo, inoltre, come tutto questo sia di una violenza inaudita, facendo sprofondare nell’abisso della tristezza e solitudine. Chi ha difficoltà a concepire può sentirsi come costantemente circondato da coppie che annunciano le loro notizie felici.

Tutto ciò ti suona familiare? La verità è che tu non sei solo – anche se capiamo che potrebbe non sembrare così.

bambini ancora niente?

Pressione Sociale

Come affrontare la pressione sociale?

Una coppia che non ha figli dopo qualche anno di matrimonio, infrange una regola sociale, devia un comportamento normale, naturale. Sotto lo sguardo sociale, essere una donna sposata e ancora non madre, desta molti sospetti e curiosità. Il pregiudizio sociale nasce, anche, dal fatto che la maggior parte delle donne, soprattutto quando l’orologio biologico sta per scadere, manifesta un desiderio di maternità. Sulla decisione di avere o non avere figli non pesano solo pregiudizi ma, anche, i timori e gli smarrimenti rispetto la «cieca sicurezza» di un destino biologico. Il nostro obiettivo è stare accanto a chi prova questo peso emotivo potenziandone il superamento. Nelle parole, negli sguardi, nelle lacrime, di chi quotidianamente incontriamo nella nostra clinica, rivediamo le frecce taglienti dell’invadenza sociale.