cosa fare dopo una fivet andata male

Cosa fare dopo una fivet andata male? E’ tra le domande più frequenti quando una trattamento di fecondazione assistita, purtroppo, non va a buon fine e si conclude con le bhcg negative. Prendendo la decisione di effettuare la procedura di fertilizzazione in vitro (FIVET) bisogna ricordare sempre di un possibile esito negativo. Purtroppo è molto probabile che la desiderata gravidanza non avvenga dal primo tentativo. Inevitabilmente lo sconforto e la tristezza prendono il sopravvento.

“Cosa Fare Dopo Una Fivet Andata Male?” Alcuni consigli

Un passo importante da effettuare davanti un esito negativo, è richiedere una consulenza psicologica. L’ infertilità può essere vissuta in maniera molto diversa dai due coniugi. Proprio per questo va affrontata e gestita nel rispetto dei modi e nei tempi di entrambi. Il fatto di usufruire di uno spazio in cui poter esprimere tale disagio è di per sé terapeutico poiché permette alla coppia di imparare a gestire tutta una serie di emozioni negative che non solo è legittimo provare ma è necessario esprimere. Un ulteriore passo importante è effettuare un’ecografia, successivamente all’arrivo della mestruazione post beta negative, così da controllare se tutto è regolare e programmare insieme agli specialisti un eventuale piano d’azione.

Quando trasferire un nuovo embrione?

Senza dubbio non è necessario aspettare nel caso di trasferimento di embrioni congelati, perchè le ovaie non sono coinvolte in questo tipo di trattamento. Con la mestruazione, l’endometrio si rigenera completamente e si prepara per un nuovo ciclo e un nuovo annidamento. È importante vincere tutte le vostre paure e mantenere la calma ed essere positivi perfino dopo un tentativo fallito. Le probabilità di concepimento dopo il primo tentativo aggirano sul 20-30%, ed è una percentuale più alta rispetto ai tentativi di concepimento in modo naturale. La scelta di un nuovo trasferimento embrionale è legata allo stato d’animo della donna; gli specialisti daranno dei suggerimenti, ma è la donna a scegliere quando voler riprovare.

Metodo Pipelle

Potrebbe essere di notevole importanza effettuare il metodo pipelle, qualora il medico ne valutasse la possibilità d’esecuzione. Un piccolo graffio ( scratching endometriale), nel mese che precede la tecnica di PMA, sulla parete dell’endometrio, accresca le possibilità d’impianto, aumenti le percentuali di BHCG positive e dei bambini nati vivi, in pazienti con ripetuti fallimenti nel corso della loro storia in fecondazione assistita. Il metodo Pipelle è una procedimento sicuro, viene eseguito in ambulatorio e non prevede ospedalizzazione. Si avverte al più un leggero fastidio ma è generalmente indolore.Il nostro centro di fecondazione assistita dispone degli strumenti necessari per effettuare questa tecnica, che viene proposta ambulatorialmente. L’incremento delle possibilità d’impianto è dimostrata ed il suo utilizzo viene raccomandato soprattutto nelle pazienti con precedenti fallimenti delle tecniche di FIVET  ICSI

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