La Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) comprende l’insieme di quelle tecniche che tendono ad aiutare o favorire il processo riproduttivo. La possibilità di bypassare una serie di patologie legate alla donna, all’uomo o alla coppia, ha aperto nuovi orizzonti. La possibilità di ottenere la gravidanza parte dall’applicazione di protocolli di stimolazione alla donna, necessari per la produzione di un numero variabile di ovociti da utilizzare in laboratorio per la FIVET classica o per la ICSI.

La selezione degli ovociti recuperati tramite agoaspirazione follicolare ecoguidata avviene secondo criteri volti all’identificazione degli ovociti migliori da sottoporre a fecondazione. Nello specifico è fondamentale classificare gli ovociti da destinare all’inseminazione con i seguenti criteri:

  1. valutazione dell’aspetto del complesso cumulo-corona ovocita
  2. valutazione della maturità nucleare ovocitaria
  3. valutazione della morfologia ovocitaria

Una prima valutazione  può essere effettuata in corso di stimolazione mediante  i valori di estradiolo sierico: maggiori sono i valori plasmatici, tanto più elevato è il numero di ovociti maturi.

Gli ovociti recuperati vengono studiati in base alle loro caratteristiche morfologiche; sulla base della presenza e morfologia del globulo polare e dello stato della corona radiata è possibile distinguere 4 tipi di ovociti:

Ovociti immaturi: il cumulo ooforo appare ammassato, la corona radiata compatta ed addossata della zona pellucida. Il globulo polare è assente.

Ovociti maturi: il cumulo ooforo appare espanso, filante e la corona radiata ha cellule estese. È visibile il globulo polare.

Ovociti post-maturi: il cumulo ooforo appare disperso, granulare, con cellule ammassate e la corona radiata, anche se espansa, spesso è separata dalla zona pellucida. Il globulo polare è presente.

Ovociti ipermaturi o luteinizzati: il cumulo ooforo appare scuro ed ammassato e la corona radiata è addensata e scura. Il globulo polare è presente ma spesso frammentato.

Ai differenti tipi di ovociti corrisponde una diversa percentuale di fertilizzazione, esclusi ovviamente quelli immaturi, e conseguentemente una diversa implantation rate.

Sebbene l’aspetto delle cellule della corona radiata e del cumulo sia poco significativa nel predire la maturità ovocitaria, tuttavia gli ovociti maturi presentano un elevato grado di espansione delle cellule del cumulo dovuto alla loro attiva secrezione di acido ialuronico, che si interpone tra gli stati cellulari separandoli e conferendo al complesso cumulo-corona  radiata un aspetto filante.

Nella pratica di laboratorio si da poca importanza al complesso cumulo-corona radiata da quando con l’introduzione della ICSI si è osservato che l’aspetto non è strettamente legato alla maturità nucleare degli ovociti decumulati. Pertanto, sebbene l’aspetto del complesso cumulo-corona -ovocita non rappresenti un elemento sufficiente a valutare la maturità e le competenze ovocita rie, studi recenti hanno evidenziato l’importanza del rapporto metabolico tra cellule del cumulo e ovocita. La presenza delle cellule del cumulo può migliorare il metabolismo degli embrioni sia stimolando l’espressione di determinati geni coinvolti nei processi metabolici, sia riducendo gli effetti dello stress ossidativo che possono verificarsi durante  la coltura in vitro.

Inoltre la rimozione parziale delle cellule del cumulo prima della ICSI incide positivamente sullo sviluppo embrionale.

L’avvento della tecnica ICSI, che prevede la rimozione delle cellule del cumulo ha consentito di osservare le caratteristiche morfologiche ovocita rie prima dell’inseminazione intracitoplasmatica dello spermatozoo.

Un ovocita ideale da sottoporre ad ICSI è un ovocita allo stadio di MII in cui è avvenuto il completamento della metafase II. Un ovocita maturo si considera normale quando ha una zona pellucida regolarmente circolare e spessa, uno spazio perivitellino ridotto, citoplasma chiaro e finemente granulare.

Tutto quello che è stato descritto può risultare superfluo se si mette in considerazione che alcuni Autori sostengono che la fertilizzazione avvenga in maniera indipendente dalla qualità ovocitaria e la percentuale di gravidanze ottenuta con embrioni originati da ovociti anomali sia sovrapponibile a quella ottenuta da ovociti con assetto morfologico normale.

Sono necessaria altri studi e nuove tecnologie per avere un giorno la certezza di scegliere solo ovociti di qualità eccellente allo scopo di ottenere embrioni in grado di impiantarsi e dare gravidanza.

                                                                                      Ovocita in fase MII

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