La visita andrologica consiste in una prima valutazione dell’apparato genitale maschile che, se necessario, continuerà con uno screening più approfondito. Attraverso un’attenta anamnesi è possibile rilevare eventuali cause che possono compromettere la fertilità (attività sessuale, lavori con esposizione ad agenti chimici, fonti di calore, radiazioni, etc.).
Terminata questa fase, lo screening maschile andrà completato da accertamenti strumentali e di laboratorio.
Fasi dello screening maschile
Lo screening maschile, attraverso l’esecuzione di particolari esami, consente di effettuare un’adeguata valutazione della fertilità maschile. Di seguito vengono descritti i principali esami di screening maschile.
Esame del liquido seminale (Spermiogramma)
Lo spermiogramma è l’analisi del liquido seminale che esamina la qualità degli spermatozoi attraverso la valutazione di parametri quali la concentrazione, la motilità e la morfologia delle cellule spermatiche. Si tratta di un esame particolarmente importante in quanto rappresenta lo strumento principale per la valutazione della fertilità maschile. L’affidabilità dell’esame dipende dalla sua corretta esecuzione e da una corretta raccolta del liquido seminale da parte dei pazienti. Per queste ragioni è necessario seguire le seguenti indicazioni:
- si consigliano 2-3 giorni di astinenza sessuale prima di sottoporsi all’esame;
- per la raccolta del liquido seminale è necessario utilizzare un contenitore sterile, messo a disposizione dal centro;
- sarebbe opportuno effettuare la raccolta del liquido seminale presso la clinica; nel caso in cui la raccolta viene effettuata all’esterno, è necessario consegnare il contenitore in laboratorio entro un’ora dalla raccolta. Durante il trasporto la temperatura del campione non deve scendere sotto i 20°C: è fondamentale proteggere il campione da sbalzi termici, mantenendolo vicino al corpo o avvolto in un panno di lana.
Inoltre, presso il GATJC Fertility Center è possibile effettuare test specifici aggiuntivi per una maggiore valutazione della capacità fecondante degli spermatozoi.
Immunobeads test
Si tratta di un test fondamentale per individuare la presenza di autoanticorpi antispermatozoo, causa di infertilità immunologica. Gli anticorpi possono essere circolanti nel siero e passare nel plasma seminale per ultrafiltrazione, oppure essere prodotti localmente nelle ghiandole sessuali accessorie maschili. Questi anticorpi si legano alla superficie dello spermatozoo a livello della testa, del segmento intermedio o della coda, causando infertilità.
Spermiocoltura e antibiogramma
La spermiocoltura è un esame, effettuato sul liquido seminale, che consente di rilevare l’eventuale presenza di microrganismi patogeni presenti nello sperma. Attraverso questo esame è possibile indagare la presenza di eventuali infezioni a carico di prostata, vescichette seminali ed epididimo. Generalmente, si ricercano microrganismi comuni e micoplasmi urogenitali. Attraverso metodiche diagnostiche più sofisticate è possibile riuscire a individuare alcune specie patogene di una certa importanza, come il papilloma virus umano (HPV), la Chlamidya trachomatis e la Neisseria gonorrhoeae.
L’antibiogramma è un esame molto utile, eseguito in caso di positività alla spermiocoltura, per permettere la scelta dell’antibiotico più adatto per curare l’infezione.
Test di frammentazione del DNA spermatico
Si tratta di un esame che permette di valutare la percentuale degli spermatozoi con DNA integro e con DNA frammentato. Elevati livelli di frammentazione del DNA spermatico sono associati a condizioni di infertilità maschile e ad una maggiore incidenza di aborti precoci.
Il test è consigliato:
- nei casi di infertilità inspiegata;
- quando i parametri dello spermiogramma sono normali e non si riesce ad ottenere una gravidanza;
- in seguito a fallimenti dei cicli IVF;
- in caso di aborti ripetuti;
- per le donne oltre i 40 anni, in quanto gli ovociti hanno una ridotta capacità di riparazione degli errori del DNA spermatico.
Swelling test
In presenza di una percentuale considerevole di spermatozoi dotati di debole motilità o in condizioni di totale immobilità, è necessario valutare la vitalità degli spermatozoi per fini diagnostici o per la selezione delle cellule spermatiche destinate alla ICSI. Attraverso immersione delle cellule spermatiche in una soluzione iposmotica è possibile identificare la percentuale di spermatozoi vivi:
- gli spermatozoi con membrana cellulare intatta tenderanno a rigonfiarsi per l’ingresso del solvente;
- gli spermatozoi con alterata funzionalità della membrana plasmatica non evidenzieranno un rigonfiamento della cellula.
Oxisperm
Un’eccessiva produzione di radicali liberi determina una condizione nota come Stress Ossidativo: i sistemi enzimatici e gli antiossidanti intracellulari non riescono più a far fronte alla sovrapproduzione di ROS i quali generano danno cellulare – con conseguente apoptosi (morte cellulare programmata) -. I radicali liberi sono prodotti dall’organismo:
- in corso di infiammazioni come prostatiti, vesciculiti croniche, epididimiti ed altro;
- in seguito a diete sbilanciate, fumo di sigaretta, assunzione di alcool;
- per esposizione a radiazioni ionizzanti, raggi solari, gas inquinanti, materiali o sostanze tossiche in generale, e anche per assunzione di alcuni farmaci.
Gli effetti negativi dello stress ossidativo sul liquido seminale riguardano la diminuzione della fluidità del campione, la destrutturazione della membrana cellulare spermatica, la riduzione della motilità degli spermatozoi, la frammentazione del DNA e infine difficoltà, sempre da parte degli spermatozoi, a penetrare e fertilizzare la cellula uovo e, quindi, ad avere una gravidanza.
Il test Oxisperm permette la misurazione dei livelli di ROS (specie reattive dell’ossigeno) presenti in un campione di liquido seminale e di individuare un possibile eccesso di specie ossidanti presenti nell’eiaculato.