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Arriva il giorno che tanto abbiamo atteso, così all’improvviso, ti ritrovi tra le braccia il sogno di sempre. Mi chiamo Elisa e per 7 lunghi anni abbiamo sognato di tenere in braccio il nostro bambino. Sette anni, fatti di sogni e speranze ma anche di tanta tanta tristezza. Quando arrivi all’esasperazione di non riuscire ad ottenere una gravidanza, inizi a raccontarti le storie più assurde; forse è meglio così; forse non sarei capace di essere una buona madre; il mio corpo non funziona; si può stare benissimo senza figli ect ect. In realtà, ti stai solamente raccontando tante bugie, ma è inevitabile per cercare un pò di sollievo, per ritrovare un minimo di forza che poi puntualmente, nonostante tutte queste premesse, poi ti riporta invece a ricominciare un nuovo ciclo di fivet! Ho fatto la mia prima fivet a 23 anni. Ci siamo sposati già consapevoli della mia problematica di endometriosi. Sin dall’adolescenza mi veniva detto che sarebbe stato non impossibile, ma difficile, avere un figlio. Ho vissuto sempre con quest’angoscia, quest’ansia latente. Mentre le mie amiche parlavano, immaginando quando sarebbero diventate mamme, a me veniva un nodo alla gola perchè sapevo che di certo non sarebbe avvenuto con molta semplicità. Infatti, eccomi qui a scrivere la mia storia di “FIVET”. Io e Maurizio ci siamo sposati entrambi giovanissimi, 22 enni! Abbiamo deciso di intraprendere dopo 1 anno d tentativi, proprio per non perdere tempo. Ci siamo rivolti la prima volta in un centro di PMA a Novara, perchè li è residente una mia zia, così da avere un ” appoggio”. Zero comprensione, zero ascolto, solo un insieme di medici, tirocinanti, specializzandi e chi più ne ha più ne metta, pronti ad analizzarci, in particolar modo a me, sia per l’endometriosi che per la stimolazione. Riusciamo ad ottenere una sola blastocisti, nonostante avessero prelevato 16 ovociti. Primo step traumatico, dover mandare giù l’amarezza di un solo tentativo in mano! Primo transfer negativo!

Ci fermiamo per 2 anni. Avevo bisogno di stoppare, di capire che dovevo rilassarmi un pò, che seppur avessi “fretta” ero cmq molto giovane, anche perchè il mio amh era elevato. Riproviamo nuovamente in Toscana, ed anche li, il nulla! Fino ad arrivare a Gioia Tauro, nel paese che mai avremmo detto che ci poteva regalare il nostro sogno. Siamo partiti dal nord, per poi finire al sud! Al centro Gatjc di Gioia Tauro, abbiamo anche collezionato delle beta negative, per 3 volte, ma l’ascolto, la presenza , l’umanità che ci hanno acconto sin dal primo secondo, non ci ha permesso di andare altrove, come se sapevamo che era quello il posto giusto per la nostra gioia. Facciamo 1 stimolazione dopo vado in iperstimolazione quindi non abbiamo potuto trasferire subito l’embrione, ma abbiamo crioconservato 4 embrioni. Il mese successivo all’arrivo del ciclo, chiamo per iniziare la terapia per il transfer, mi sentivo molto positiva ma in realtà da quella volta e per ben altre 2 volte, esiti negativi! Tre anni fa, ad ottobre chiamo perchè volevo preparare tutti gli esami per fare il trasferimento, nel mese di dicembre, non so sentivo che avrei messo sotto l’albero questo regalo. Il 22 dicembre faccio le beta, 138, da li un continuo crescere di numeri d’amore! Oggi sono qui a ripercorrere il mio doloroso percorso, che non credevo si potesse concludere così, nel modo migliore in assoluto. Grazie alla vostra dolcezza, alla vostra pazienza ho continuato a lottare.

Elisa

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