Congelare gli ovociti da giovani per diventare mamme quando si è pronte. La tecnica funziona, ma gli esperti avvertono:è una terapia, non una moda!
“Scegliere di diventare “mamme in ritardo” non è una colpa ma a volte una scelta fatta con più consapevolezza, perché si sono raggiunte determinate sicurezze come, ad esempio, una maggiore stabilità socioeconomica o lavorativa. Le statistiche parlano chiaro: sono sempre di più le donne che oggi scelgono di diventare mamme tra i 35 e i 45 anni.In questi casi, la capacità riproduttiva della donna è ridotta rispetto a donne di età inferiore.rimanere incinta dopo gli i quaranta diventa un percorso difficile, fatto spesso di tentativi andati a vuoto. Una soluzione al problema è la vitrificazione dei propri ovociti in età giovanile per poterne disporre in età più avanzata se le circostanze di vita non hanno permesso prima la maternità.

Il social freezing, ovvero il congelamento di ovociti per motivi non medici sta prendendo piede anche in Italia.  Gli esperti di fertilità raccomandano di congelare gli ovociti da giovane  –  sotto i 30 anni  –  per diventare mamma dopo. Quando però si è biologicamente anziane.

La vitrificazione degli ovociti è una tecnica che permette di spostare in avanti, al tempo desiderato, la maternità di una donna. Congelando infatti in una età compresa tra i 20 e i 35 anni i propri ovuli, questi mantengono  la stessa capacità riproduttiva presente al momento in cui vengono prelevati.”Questa tecnica è consigliata non solo per le donne che vogliono posticipare il momento della maternità ma anche per le pazienti oncologiche che stanno per sottoporsi a trattamenti tossici per le ovaie come la chemioterapia o la radioterapia. Il progresso nel campo delle cure oncologiche e l’efficacia dei programmi di screening precoce sono riusciti ad elevare considerevolmente la percentuale di guarigione e sopravvivenza di alcuni tumori, però dopo essersi curate dal tumore le pazienti non riescono purtroppo più ad avere figli, a meno che non abbiamo preservato la propria fertilità prima dell’inizio della chemioterapia. La vitrificazione degli ovociti è anche indicata in donne a rischio di subire ripetuti interventi chirurgici dell’ovaio, come ad esempio le pazienti affette da endometriosi”.

D.ssa M.R.Ferraro

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