Il 9 aprile scorso la Corte Costituzionale cancellava il divieto di fecondazione eterologa in Italia. Molte coppie italiane hanno gioito, perché la sentenza evitava loro i lunghi viaggi procreativi all’estero.

Abbattuto il divieto, restano gli ostacoli concreti: in Italia non ci sono i donatori di ovociti e spermatozoi.

Nel nostro Paese non è possibile alcuna forma di compenso per il donatore, quindi solo l’altruismo e la solidarietà possono spingere la cittadinanza ad offrire un dono così prezioso, per questo sarebbe importante sensibilizzare le persone sull’importanza di donare i propri gameti.
In mancanza di donazioni,  in Italia si sta registrando un vero ‘boom’ di richieste di gameti esteri. Infatti la gran parte dei centri di fecondazione assistita sta stringendo contratti di collaborazione scientifica con varie banche di gameti europee.

Donare è un percorso molto impegnativo.

Per diventare effettivamente un donatore maschile, “serve un percorso selettivo”. Gli uomini dovranno avere un età compresa tra i 18-40 anni.
Per quanto riguarda la donazione di ovociti,è richiesto un percorso più impegnativo da parte della donna che ha deciso di compiere un gesto altruistico. La procedura prevede analisi e controlli, farmaci da assumere, cui si aggiunge un intervento chirurgico in day hospital per il prelievo degli ovuli.L’età delle donatrici è compresa tra i 18 e i 35 anni.

Il limite massimo di nati per ciascun donatore è di 10, anche se una coppia che abbia già avuto figli tramite eterologa potrà chiedere nuovamente lo stesso donatore. Il donatore resterà anonimo, ma il bambino nato da fecondazione eterologa potrà chiedere di conoscerne l’identità una volta compiuti i 25 anni d’età. Il donatore sarà libero di accettare o meno la sua richiesta.

Le linee guida per la fecondazione eterologa, inoltre, raccomandano che le caratteristiche fenotipiche del donatore – ad esempio il colore della pelle – siano compatibili con quelle dei familiari. Questo però non significa che si possa scegliere il colore degli occhi o dei capelli del nascituro a proprio piacimento, ma è solo una forma di tutela dell’equilibrio psico-emotivo del bambino.

La donazione dei gameti, maschili e femminili, per le tecniche di fecondazione eterologa è e resterà volontaria e gratuita, è previsto solo un rimborso delle spese. E’ questo uno dei principi fondamentali che verranno ribaditi nelle linee guida sull’eterologa. Un principio ‘contestato’ però da Centri di procreazione medicalmente assistita e vari ginecologi, che chiedono invece di prevedere un ‘premio di solidarietà’ per le donatrici come accade in altri Paesi Ue proprio per incentivare le donazioni, attualmente scarsissime in Italia. Si farà riferimento alle norme nazionali già in atto per la donazione di midollo osseo o sangue in relazione al rimborso per le spese di viaggio e le giornate lavorative

Nel prossimo futuro  si prevederà la pratica dell’egg-sharing per le donazioni al femminile”, ovvero la possibilità per la donna che si sottopone a procreazione assistita omologa di donare parte degli ovociti non utilizzati.

 

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