Nella cura della sterilità di coppia ci si accaniva nell’ individuazione e trattamento delle cause femminili, tralasciando l’infertilità maschile. Nel 35% dei casi di infertilità di coppia, la causa è maschile e riconosce sicuramente una grossa componente sociale. Oltre alle condizioni soggettive patologiche, sembrano influire, anche, le condizioni ambientali e lo stile di vita.Giungere a conclusioni certe è, però, più difficile di quanto sembri. I fattori da valutare sono molti ed eterogenei, ed esiste una grande variabilità nella quantità, nella morfologia e nella loro motilità. Ad ogni modo, mentre la comunità scientifica si interroga sulle varie  ancora sul possibilità che i dispositivi wireless possano favorire il cancro, una ricerca spagnola mette in guardia sull’influenza negativa delle nuove tecnologie rispetto alla fertilità maschile.
Secondo uno studio della Nascentis Medicina Reproductiva di Cordoba, infatti, il wireless pregiudica la qualità del liquido seminale influenzando la capacità fecondativa dell’uomo. Per dimostrarlo, i ricercatori iberici hanno prelevato campioni di sperma da un gruppo di volontari senza problemi di salute, applicandone alcune gocce sotto a un computer portatile connesso a internet tramite il wi-fi. Dopo quattro ore, il controllo degli scienziati ha appurato che il 25 per cento degli spermatozoi risultava immobile, mentre la percentuale scendeva al 14 per cento nel campione di controllo posto a distanza di sicurezza dal laptop, solo; il 9 per cento degli spermatozoi presentava danni genetici, una percentuale tre volte maggiore rispetto al campione di controllo. La causa, stando alla tesi dei ricercatori spagnoli, è da attribuire alle radiazioni elettromagnetiche prodotte dagli strumenti senza fili: “i nostri dati suggeriscono che l’uso di un computer portatile connesso in modalità wireless a Internet e posizionato vicino agli organi riproduttivi maschili può ridurre la qualità dello sperma umano”, spiega Conrado Avendano, coordinatore della ricerca.
I medici, che hanno pubblicato il loro lavoro sulla rivista di settore Fertility and Sterility, hanno successivamente effettuato un test utilizzando un pc portatile ma connesso via cavo, verificando in questo caso l’assenza di compromissioni significative del liquido seminale.

 

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