Senza dubbio il fine delle tecniche di procreazione assistita è quello di raggiungere una buona percentuale di gravidanza evitando l’incremento di gravidanza multipla, pertanto diverse strategie possono essere adottate per raggiungere questi obiettivi.

Fondamentale per il risultato finale, è scegliere un protocollo terapeutico ottimale ed adattarlo alle esigenze della paziente.
Oltre a questo, un’altra strategia per ottenere un buon risultato è rappresentata dalla coltura in vitro degli embrioni fino allo stadio di blastocisti. I progressi nelle tecniche di laboratorio e nelle caratteristiche dei terreni di coltura in vitro hanno permesso  di portare lo sviluppo embrionario fino allo stadio di blastocisti.

Considerando che non tutti gli embrioni ottenuti con tecnica di fecondazione assistita sono in grado di dare una gravidanza, la coltura fino allo stadio di blastocisti permette di selezionare proprio quelli caratterizzati da una maggiore potenzialità d’impianto: diretta conseguenza è il possibile miglioramento dei risultati in termini percentuale di gravidanza. Tale incremento potrebbe essere imputabile anche ad una migliore sincronizzazione tra embrione ed endometrio al momento del transfer: in vivo gli embrioni raggiungono l’utero allo stadio di blastocisti, pertanto il trasferimento al 2° o 3° giorno non permette una adeguata sincronizzazione tra l’embrione e l’endometrio.

L’estensione della coltura in vitro fino al 5° giorno permette l’identificazione di embrioni a più alto potenziale di sviluppo, in quanto in questa fase di sviluppo l’embrione esprime il suo materiale genetico e non sfrutta più il materiale presente nel citoplasma dell’ovocita.

Il transfer effettuato al 5° giorno di coltura, è associato ad una minore rischio di espulsione dell’embrione in quanto, in fase luteale, si assiste ad una progressiva riduzione della contrattilità uterina. Ulteriori vantaggi dalla scelta di questo approccio sono rappresentati non solo dalla riduzione del numero di embrioni trasferiti, con conseguente decremento della percentuale di gravidanza multipla, ma anche del numero di quelli crioconservati.

Alcuni studi  sottolineano come il transfer di blastocisti sia associato in maniera statisticamente significativa ad un aumento della percentuale di impianto e ad una riduzione del tasso di gravidanza multipla.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *