Negli ultimi due decenni è stato riscontrato un netto calo della  capacità riproduttiva  maschile, in particolare si assiste ad una diminuzione della quantità media degli spermatozoi prodotti e/o anche un significativo calo della motilità.

Molto spesso si presentano casi in cui l’ infertilità maschile è dovuta ad infezioni di origine batterica.

Le infezioni batteriche sono responsabile di circa il10-15% dei casi di infertilità maschile. L’infezione può interessare diverse sedi del tratto genitale maschile, come testicoli, epididimo, prostata e vescichette seminali. Esse possono ridurre la fertilità attraverso vari meccanismi: produzione di sostanze tossiche per gli spermatozoi, riduzione della loro motilità e della capacità di penetrazione, alterazione della composizione del plasma seminale.

Nella maggior parte dei casi, in assenza di sintomi, gli uomini non sanno di avere l’infezione che, di norma, viene scoperta solo in occasione di un desiderio di paternità che stenta a concretizzarsi.

Alla diagnosi gli agenti infettanti di frequente riscontro sono  E.Coli, Proteus, lebsiella, Chlamydia, Mycoplasma, Ureaplasma.

Le infezioni del testicolo alterano la spermatogenesi. La più importante infezione che coinvolge il testicolo in pazienti in età riproduttiva è la parotite.

Risultano però molto più frequentemente coinvolte nei casi di infertilità maschile le infezioni delle ghiandole sessuali accessorie, la prostata e le vescichette seminali. La prostata contribuisce alla composizione del plasma seminale. Il fluido prostatico svolge un importante compito nella induzione della motilità degli spermatozoi e contiene fattori che proteggono gli spermatozoi stessi dall’acidità del secreto vaginale. Nelle prostatiti si assiste ad un riduzione del numero e della motilità degli spermatozoi e ad alterazioni della loro morfologia oltre che ad alterazioni di parametri chimico-fisici del liquido seminale.

Decisamente in aumento sono i casi di uomini nei quali è stato diagnosticato il Papillomavirus senza che gli stessi ne fossero a conoscenza. Oltre al rischio di provocare il cancro alla propria partner, l’HPV nel liquido seminale può peraltro diminuire la fertilità: sull’apparato riproduttivo maschile questo virus può provocare l’astenozoospermia, ovvero ridotta o assente motilità degli spermatozoi che è una frequente causa di infertilità nell’uomo. Per quanto molto diffuso, il batterio E.coli rappresenta a sua volta un rischio per la fertilità dell’uomo: se arriva all’apparato genitale, può influire sulla qualità del liquido spermatico, quindi influire sul grado di fertilità. Anche la Clamidia è un’infezione asintomatica che, se non curata, può portare all’infertilità nell’uomo. Nell’uomo può essere causa di uretrite ed epididimite. A seconda delle localizzazione è in grado di causare stenosi parziale o completa dei deferenti ed oligospermia severa. Riscontrata in misura minore rappresenta però sempre un elemento che influisce negativamente sulle capacità fertili di un uomo. Si tratta, dunque, di infezioni che sono asintomatiche, ma che possono provocare infertilità o comunque danneggiare la qualità del liquido spermatico.

È evidente, quanto sia importante ricercare eventuali cause infettive in caso di infertilità di coppia.

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