La fecondazione assistita è il processo attraverso il quale si attua l’unione dei gameti artificialmente, tramite l’osservazione al microscopio.

Nel 1978 si ebbe la prima fecondazione artificiale in vitro, messa in atto dai medici anglosassoni Patrick Steptoe e dal premio Nobel Robert Edwards.

Si parla di fecondazione omologa quando il seme e l’ovulo utilizzati nella fecondazione assistita appartengono alla coppia di genitori del nascituro, il quale presenterà quindi un patrimonio genetico ereditato da coloro che intendono allevarlo.

La fecondazione eterologa si verifica, invece, quando il seme (spermiodonazione) oppure l’ovulo (ovodonazione) provengono da un soggetto esterno alla coppia. Il ricorso alla donazione di gameti è intesa come unica procedura medica in grado di consentire di aver un figlio e di poter perseguire un progetto genitoriale per quelle coppie definite sterili.

Esistono banche dei gameti che conservano il liquido seminale e gli ovociti. I donatori lasciano campioni che vengono conservati nel centro ed utilizzati da coppie nelle quali solitamente uno dei due partner ha problemi di fertilità.

Oggi, l’Italia della civiltà e dei diritti è un po’ più vicina all’Europa. L’ultima grande ingiustizia in merito alla Legge 40, il divieto di fecondazione eterologa, è finalmente stata abbattuta. La norma (articoli 4, comma 3, 9, commi 1 e 3 e 12, comma 1), che in caso di infertilità assoluta stabiliva il divieto di ricorrere a un donatore esterno alla coppia, donatore di gameti o spermatozoi, è stata giudicata dalla Corte Costituzionale “illegittima”. Sarà quindi lecita l’ovodonazione, mentre qualsiasi uomo fertile potrà donare il proprio seme.

Quali norme restano in vigore della Legge 40? Il divieto di accesso alle tecniche di fecondazione assistita per i single e le coppie dello stesso sesso e  il divieto di utilizzo degli embrioni per la ricerca scientifica e revoca del consenso.

Su questa disponibilità a poter donare gli embrioni alla ricerca scientifica dovrà pronunciarsi la Grand Chambre della Corte europea per i diritti dell’uomo il prossimo 18 giugno.

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