La sindrome da iperstimolazione ovarica (OvarianHiperstimulationSyndrome – OHSS), rappresenta probabilmente la complicanza più seria dovuta alla somministrazione di farmaci per indurre l’ovulazione nei cicli di fecondazione assistita, scatenata dalla somministrazione della gonadotropina corionica (hCG).

Si tratta di una sindrome caratterizzata da un aumento del volume delle ovaie, con presenza al loro interno di cisti luteali multiple, e nelle forme severe, passaggio di liquidi dallo spazio intra-vascolare a quello extra-vascolare con conseguente formazione di ascite, versamenti pleurici e nei casi più gravi pericardici, fino a gravi fenomeni tromboembolici e scompenso cardiovascolare generalizzato.

Si individuano due forme di OHSS: una ad insorgenza precoce (circa 5-7 giorni dopo l’hCG) che si risolve di solito alla mestruazione se non si instaura una gravidanza, ed una ad insorgenza tardiva (circa 10-12 giorni dopo l’hCG) correlata all’impianto degli embrioni, con manifestazioni cliniche che possono protrarsi fino alla 12° settimana gestazionale.

La situazione più grave e più difficile da trattare, e che quindi va in tutti i modi prevista e prevenuta, è la OHSS insorta precocemente a cui faccia seguito una gravidanza, magari multipla.

Pertanto la forma severa, che può anche mettere a rischio la vita di una donna giovane,sana, normo-ovulante, va evitata con grande impegno e attenzione dal medico che si occupa di induzione dell’ovulazione multipla, cercando di ridurre il più possibile la sua incidenza (0.31% nel Report dell’ISS su circa 52000 cicli di PMA di II livello effettuato in Italia nel 2010) e prevenendo la sua insorgenza.

Tra i fattori di rischio individuali è stata ben dimostrata un’aumentata incidenza in donne:

  •   con età < 35 anni
  •   con ovaio policistico (PCOS)
  •   con elevati livelli basali di AMH (maggiori di 3/3.5 ng/ml)
  •   con precedente ciclo indotto in cui è insorta OHSS

Le modalità di prevenzione devono considerare varie opzioni e possibilità:

  •  personalizzazione della terapia e attento monitoraggio della risposta ovarica nei soggetti a rischio;
  •  astensione (naturalmente ciò porta alla cancellazione del ciclo);
  •  riduzione o sostituzione con altri farmaci della dose ovulatoria di hCG;
  •  somministrazione di sostanze farmacologiche specifiche;
  •  in caso di rischio di OHSS durante tecniche di I livello, sospendere il ciclo o convertirlo in ciclo FIVET con prelievo ovocitario;
  •  congelamento degli embrioni ottenuti e transfer differito in ciclo successivo, per prevenire l’OHSS da eventuale produzione di hCG endogeno.

Naturalmente tutte queste strategie di prevenzione non possono azzerare il rischio di insorgenza della sindrome da iperstimolazione ovarica, eccetto la decisione di non somministrare la dose ovulatoria di hCG o farmaci equivalenti, e quindi cancellare il ciclo.

Pertanto vanno ben selezionate le pazienti, ben individuate quelle a rischio, personalizzate le terapie, effettuato un attento e precoce monitoraggio ecografico ed ormonale, individuati i fattori di rischio durante il trattamento, messe in atto tutte le strategie preventive per evitare l’insorgenza della sindrome, mantenendo le chance di impianto embrionario.

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