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Mi chiamo Andrea ed ho alle spalle un vissuto non indifferente, segnato dal profondo lutto della sterilità. Ho la sindrome di klinefelter e quindi per questo motivo, sterile da sempre, azoospermico con precisione! Accettare tutto questo non è stato semplice e forse non lo sarà mai, ma dopo un lungo percorso di psicoterapia, sono riuscito a guardare oltre la “diagnosi” ed a concentrarmi solo ed esclusivamente sulle opportunità che la vita ti da, di non abbandonare l’emozione di essere genitore. Conoscevo la mia condizione sin dalla pubertà, perchè qualcosa iniziava ad essere sempre più evidente, lo sviluppo era sempre più strano. I miei testicoli rima piccoli. Durante la pubertà, la crescita dei peli facciali era scarsa e le mie mammelle erano ingrandite, ovviamente questo mi ha recato gravi problematiche perchè sono stato vittima di bullismo. Non riuscivo a spiegarmi perchè , poi nel tempo sempre più chiarezza, fino ad arrivare alla consapevolezza di avere questa sindrome. La sindrome di Klinefelter è la malattia dei cromosomi sessuali; praticamente ho un cromosoma X in più da mia madre. Ovviamente, sono cresciuto poi sapendo di poter avere delle difficoltà nel concepimento, più o meno gravi! Nel mio caso la situazione è estrema, infatto soffro di azoospermia, non ho completamente spermatozoi, quindi la mia capacità riproduttiva è pari a zero! Adesso, nel scrivere tutto questo mi rendo conto della naturalezza con la quale ne parlo, ma vi assicuro che è devastante come dolore, sapere che non hai la possibilità di dare al mondo un tuo figlio biologico, che ti possa somigliare, che possa ereditare da te il colore degli occhi, i lineamenti, è stato pesante.

A 35 anni conosco Marta, stupenda, un sogno. Bionda con gli occhi verdi, il mio prototipo di donna da sempre. Aveva solo 23 anni, ma da subito ha manifestato una forte comprensione nei confronti del mio mondo così particolare. Le ho reso nota sin da subito la mia sindrome, e quindi, come questa avesse delle ripercussioni anche nella relazione, nella costruzione di una famiglia insieme. La sua “leggerezza” fu disarmante. Le importava stare con me , indipendentemente dall’avere un figlio. Si sarebbe privata della maternità pur di non perdermi. Da quel momento ho trovato la forza di guardare in faccia il limite riproduttivo imposto dalla mia sindrome. Così, mi sono promesso che sarei rimasto accanto a lei, in quel sogno che , anche se non biologicamente, potevo realizzare, perchè sapevo di poter dare amore ad un figlio, indipendentemente dalla biologia. Dopo 4 anni di convivenza, decidiamo di avvicinarci ad un centro di PMA in Spagna, per poter effettuare la fecondazione eterologa. Sembrava tutto molto più grande di noi, li ho vissuto momenti di pura perdizione, nonostante avessi dei buoni presupposti iniziali. Non eravamo seguiti da un punto di vista psicologico, eravamo delle macchine da analizzare. Tutto avveniva con una freddezza e velocità unica; 2 tentativi, il primo andato male il secondo a buon fine. Marta era incinta. Dopo 56 giorni però il cuoricino del nostro primo bambino ha deciso di fermarsi. Cos’, dopo un periodo di pausa, durato 2 anni, nel 2015 decidiamo di riprovarci. Questa volta decidiamo di scegliere un luogo vicino casa perchè affrontare un percorso di PMA fuori, soprattutto, all’estero amplifica il dolore. Da un punto di vista psicologico è veramente devastante ed altrettanto da un punto di vista economico, le spese si raddoppiano tra viaggi e alloggi vari. Dopo un’accurata ricerca ci rendiamo conto che l’unico centro autorizzato in Calabria , dal Centro Nazionale Trapianti, è il centro Gatjc a Gioia Tauro. La nostra oasi di pace. Abbiamo ottenuto al terzo tentativo la gravidanza. A novembre è nata Alessia. La gioia è indescrivibile ogni giorno che passa. Sembra che tutte le paure ed i dolori passati siano svaniti adesso. l’amore incondizionato che provo supera di gran lunga, ogni stupido schema mentale.

L’ambiente unico che ti avvolge al centro Gatjc da la possibilità di affrontare tutto con più serenbità. Avremmo scelto altre mille volte il centro. Grazie a tutte voi.

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