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Dovrebbe essere un imperativo categorico per tutti i medici, informare in modo preciso e dettagliato i pazienti oncologici, su quali passi devono essere fatti per cercare di preservare la loro futura e potenziale fertilità. Ero appena uscito da una situazione preoccupante in cui i sintomi che da mesi mi tormentavano, erano un reale mostro da affrontare. Un tumore alla prostata. Circoscritto, operabile, ma che per la tipologia avrebbe seguito sicuramente e necessariamente, almeno, un ciclo di chemio o radio.
Mi reputo una persona fortunata, molto. La vita per due volte di seguito mi ha messo davanti a muri di dolore, ma per due volte sono riuscito a superarli, guardando la bellezza della vita oltre le paure. Oltre ad aver affrontato il tumore, che lascio immaginare, seppur “preso in tempo” che mix di emozioni mi sono dovuto ritrovare a vivere. Sposati da 5 mesi, la diagnosi. Eravamo impreparati, increduli e delusi. Delusi che la vita ci avesse potuto fare un torto così grande. Dopo 10 anni di fidanzamento a rincorrerci in giro per l’Italia, a causa del mio lavoro di insegnante precario, pensavamo che una volta sposati e stabiliti nella stessa città, potevamo finalmente rilassarci. Ad ogni modo, alla notizia del tumore si associa quella di “dover fare qualcosa” prima di rischiare che il mio liquido seminale potesse perdere di qualità. Ringrazio il buon Dio, di avermi illuminato nel richiedere informazioni per congelare il mio seme. In passato avevo letto della possibilità di congelare il liquido seminale o gli ovuli per preservare la fertilità. Era successo ad una mia vicina di casa, così ho chiesto a lei delle informazioni. Mi sono rivolta nel centro dove lei aveva crioconservato i suoi ovociti. Arrivo così al Gatjc. Ovviamente gli specialisti che mi avrebbero, il mese successivo, dovuto fare l’intervento non mi avevano minimamente accennato il mio diritto di sapere quanto meno che potevo effettuare questa tecnica prima dell’operazione, così da preservare la fertilità!!!

Crioconservo il seme, e così a distanza di 2 anni effettuiamo la fecondazione omologa presso il centro Gatjc, e al 3 tentativo, Ginevra rimane incinta.  Da 4 anni, nonostante la chemioterapia, non ho rinunciato alla mia paternità, cosa che sarebbe successa a causa della non informazione da parte di oncologi e urologi.

Ferdinando

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