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L’amore non si trasmette con il DNA, si vive

Salve a tutte, sono Irene ho 41 anni e adesso sono felicemente mamma. Prima di arrivare a questo stato di serenità, ho subito tanto dolore, non solo fisico ma anche psicologico. Tutto ha avuto inizio all’età di 20 anni quando dopo i fortissimi dolori causati soprattutto durante il ciclo mestruale mi sono rivolta in uno studio ginecologico, dove ho scoperto di soffrire di endometriosi. Da li è iniziato il calvario, sono stata operata per bene 4 volte e sottoposta a cure ormonali.
L’endometriosi mi ha portato ad avere una riserva ovarica molto ma molto bassa pari a una donna già in menopausa o comunque di età avanzata rispetto alla mia. Ho provato fino l’ultima possibilità di usare i miei ovociti attraverso le varie fivet. Ma tutti tentativi invani. A quel punto mio marito ed io ci siamo trovati davanti alla scelta di provare ancora ma attraverso la strada della fecondazione eterologa. Una scelta molto forte da affrontare soprattutto dopo l’intero iter che ci siamo dovuti in tutti gli anni precedenti ritrovare a vivere. Mio marito inizialmente era favorevole ed io molto contraria. Poi per solidarietà mia anche lui si era posto in maniera oppositiva alla decisione. Dubbi e timori, paure e pregiudizi sono stati presenti nella nostra mente per parecchio tempo. Un figlio non totalmente mio…di mio marito ed un’altra…a chi somiglierà…non avrà nulla di me…insomma un forte senso di ansia. Decidiamo comunque di non affrontare la situazione da soli perché magari questo non ci avrebbe aiutato ma anzi ci avrebbe lasciati fermi e soli davanti al problema. Cosi decidiamo anche se ancora non totalmente sereni e convinti della scelta, di andare all’estero perché sicuramente rispetto all’Italia ancora magari poco esperta nel settore, avremmo avuto più possibilità. Un errore che ci ha fatto solo perdere tanto denaro e tanto tempo ma soprattutto tanto stress. Ci fermiamo un anno. Avevamo ma soprattutto io bisogno di rilassarci e di affrontare in maniera più consapevole e leggera questa scelta e non come un obbligo. Una cosa era sicura non saremmo andati più all’estero, era stata una pessima esperienza. Così appena ci siamo sentiti un po’ più sicuri abbiamo preso i contatti con il centro Gatjc uno dei pochi centri autorizzati ad effettuare l’eterologa.
Li abbiamo sentiti di essere a casa. Ci siamo sentiti esseri umani e non oggetti e soprattutto con tutto il diritto di avere paure e dubbi nei confronti dell’eterologa. Così abbiamo intrapreso l’intero iter medico affiancati dal supporto della Dott.ssa Elena che ci aiutato tantissimo a infrangere i pregiudizi e i tabù che avevamo sulla nostra scelta vissuta come “obbligata” e finalmente abbiamo iniziato a viverla come desiderata, andando oltre alla biologia e alla genetica di un figlio, ma toccando le emozioni e l’amore che solo l’essere genitore può trasmettere. La vera eredità non è genetica, ma è dell’anima , dei valori, dell’amore che possiamo trasmettere ai nostri figli…e sono elementi fondamentali nella vita…ben oltre un paio di occhi celesti!!!
Abbiamo effettuato due cicli di ovodonazione, e sono andati male.
Al terzo transfer è iniziata la mia gravidanza. Oggi, seppur i lineamenti del mio piccolo Francesco siano differenti dai miei, ma molto simili a quelli di mio marito, seppur non abbiamo lo stesso corredo genetico, abbiamo qualcosa di unico che caratterizza il nostro amore.
L’ essere cresciuto dentro di me per nove mesi, di essersi nutrito di me ed io di lui…ha creato un nostro legame , indissolubile ed unico, che nessun altro potrà avere. L’amore non si trasmette con il DNA, si vive.

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