La frammentazione del DNA degli spermatozoi può essere determinata tramite diversi metodi. Oltre alla tecnica basata sulla citometria a flusso sono state descritte numerose tecniche in grado di valutare le condizioni del DNA spermatico. Esse includono il test TUNEL, in situ nick translation , Comet assay, a queste si aggiungono la metodica DNA breakage detection-fluorescence in situ hybridization e l’analisi sperm chromatin dispersion (SCD).

I vari test permettono di esprimere alcuni indici, tra cui in particolare l’Indice di Frammentazione del DNA (DFI: DNA fragmentation index), cioè la quota di spermatozoi con DNA a singolo filamento denaturabile che è possibile evidenziare, dovuto principalmente alle lesioni al DNA.

Peraltro il livello soglia oltre cui tale indice è da considerarsi patologico non è ancora stato ben stabilito e varia, in relazione ai vari studi, per valori compresi tra il 27%  e il 40%. Ciononostante è evidente che il riscontro di percentuali particolarmente elevate di spermatozoi con frammentazione del DNA rappresenta un elemento di notevole importanza nella valutazione della coppia anche ai fini del percorso terapeutico da affrontare.

Eveson et al. hanno dimostrato che aumentati valori di DFI (>30%), indipendentemente dai parametri del liquido seminale stabiliti dall’ OMS, si associano ad una ridotta probabilità di concepire un figlio.

 

Dr.ssa M.R.Ferraro

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *