L’ormone antimulleriano (AMH), è una glicoproteina dimerica che appartiene alla superfamiglia dei transforming growth factor-β (TGF-β). ll gene codificante per questo ormone è localizzato, nell’uomo, sul braccio corto del cromosoma 19, banda 19p 13.3.
L’ ormone svolge un ruolo fondamentale nel differenziamento sessuale:

  • nei feti maschile viene prodotto dalle cellule del Sertoli durante il differenziamento testicolare e induce la degenerazione del dotto di Müller, permettendo quindi il normale sviluppo degli organi genitali maschili.
  • nei feti femminili, invece, l’assenza di questo ormone permette lo sviluppo del dotto di Müller da cui si formeranno l’utero, le ovaie e la cupola vaginale.

Nelle donne l’ormone antimulleriano può essere rilevato solo dopo la nascita: con l’inizio della pubertà la produzione di AMH raggiunge il suo massimo livello, per poi diminuire nel corso dell’intera vita riproduttiva, fino a scomparire dopo la menopausa.
Dati recenti suggeriscono che tale ormone abbia un ruolo nello sviluppo dei follicoli e nella loro attività. L’AMH viene prodotto principalmente dalle cellule della Granulosa dei follicoli pre-antrali e antrali (diametro < 4 mm.) in crescita e  si arresta nel momento in cui i follicoli si ingrandiscono. Non vi è quasi AMH nei follicoli umani di dimensione superiore agli 8 mm.
L’AMH è prodotto nell’ovaio dai follicoli in crescita, secondo due meccanismi :

  1. inibizione del reclutamento iniziale dei follicoli
  2. inibizione della crescita (FSH-dipendente) e della selezione dei follicoli pre-antrali e dei piccoli follicoli antrali.

Il patrimonio follicolare della donna, e quindi la capacità riproduttiva femminile, come è noto va incontro ad un fisiologico quanto inarrestabile calo nel corso degli anni, dovuto ad una riduzione irreversibile della quantità e della qualità degli ovociti presenti nelle ovaie. Poiché l’AMH diminuisce con l’aumentare dell’età, se ne è dedotto che il dosaggio sierico dell’ormone può essere usato come marker di riserva ovarica, in quanto, la sua concentrazione è direttamente correlata al numero dei follicoli antrali precoci (Fig1).

Fig.1

Il dosaggio dell’AMH
L’ormone antimulleriano (AMH) viene dosato con un semplice prelievo di sangue. I livelli ematici  a differenza degli altri indici ormonali di riserva ovarica non mostrano fluttuazioni circadiane e rimangono stabili durante le diverse fasi del ciclo mestruali. Può essere dosato anche durante la gravidanza (può quindi essere misurato in qualunque momento). I valori di riferimento per l’AMH possono variare a seconda del laboratorio e della metodologia utilizzata.

Interpretazione dei valori di AMH
Donne

a) Valore alto oltre i 3 ng/ml (spesso si associa alla Sindrome dell’Ovaio Policistico)

b) Normale oltre 1.0 ng/ml

c) Range basso normale 0.7-0.9 ng/ml

d) Basso 0.3-0.6 ng/ml

e) Molto basso minore di 0.3 ng/ml

Il riscontro di bassi livelli è correlato ad una diminuzione significativa della riserva di ovociti. Questo significa che nella ricerca di gravidanza con metodi naturali più è basso il valore di AMH è più sarà difficile rimanere incinta, perchè i follicoli a disposizione sono ormai pochi.
Livelli ridotti, concentrazioni nel siero inferiore a 1 ng/ml rispetto a quanto atteso in relazione all’età della paziente, si  riscontrano:

  • nelle pazienti poor responders (pazienti con una scarsa risposta ovarica nelle stimolazioni ormonali controllate)
  • nelle menopause

Al contrario,  concentrazioni nel siero superiori a 3 ng/ml possono essere associate a:

  • un quadro di PCOS nelle donne infertili che presentano cicli anovulatori e livelli normali di gonadotropine
  • un iperstimolazione ovarica nel caso delle stimolazioni ormonali controllate per procedure di PMA

L’nterpretazione dei valori normali di AMH pone qualche problema perché essendo un esame ancora giovane non si è ancora d’accordo sulle varie fasce di valori.

Staff Gatjc

 

 

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