Maria scaled

Ho sempre sentito dentro di essere mamma, nonostante tutte le avversità! La mia storia è una storia legata alla disperazione che da anni mi ha portato a rincorrere il sogno di ogni donna, ogni donna che  sin da piccola giocava a fare la mamma, di essere mamma. Mi chiamo Lucia, oggi posso raccontare la mia quotidianità, che va oltre l’immaginario. Maurizio ed  io ci siamo conosciuti in una festa di compleanno di un amico in comune. Sin da subito si è creata tra noi una complicità, una voglia di scherzare ed ironizzare che tutt’oggi è il punto d’unione della nostra relazione, per tutte le volte che ci veniva in realtà da piangere, abbiamo trovato un motivo per essere positivi. Da quell’incontro sono passati mesi di frequentazione per poi decidere di iniziare una relazione nonostante le situazioni avverse che ci circondavano, come sempre!

Essere mamma, il mio grande sogno

Dopo 3 anni di fidanzamento, decidiamo di “mettere su famiglia” non sapendo che sarebbe stato così complicato in realtà!

Infatti, ignari di tutto quello che ci sarebbe aspettato, per il primo anno e mezzo abbiamo volutamente evitato di avere rapporti non protetti, perchè volevamo goderci la nostra intimità, visto che i tre anni di fidanzamento li avevamo vissuti a distanza. Così, prima di capire realmente di avere qualche problema, quindi, e così di dover fare esami più approfonditi, dal matrimonio sono passati 4 anni. Più di 2 anni di tentativi mensili, seguiti poi dal bisogno necessario di eseguire approfondimenti.

Infatti, iniziamo da “me” perchè in queste situazioni, è ovvio pensare che sia la donna ad avere un problema fisico! Ma in realtà non è stato in questo modo, perchè mio marito già dal primo spermiogramma presentava una severa azoospermia. Una secchio d’acqua gelida addosso! Così mi sono sentita, sprofondare nella desolazione, nella disperazione. Il sogno di essere mamma, si allontanava sempre di più. Non avevamo tempo da perdere, dovevamo assolutamente rivolgerci ad un centro d’infertilità che si occupasse di questo! E così è stato. Ci siamo rivolti direttamente al centro GATJC perchè il nostro ginecologo ci aveva indirizzato lì. Inizialmente effettuare la prima consulenza è stato per noi un momento abbastanza shock. Tante informazioni che non avevamo mai sentito, perchè quando non sei dentro ad un problema, ovviamente, disconosci le problematiche e soprattutto tutti i particolari che lo caratterizzano.

Inizia così il nostro iter, o meglio, calvario! Oltre alla fivet icsi, al nostro percorso si è dovuto aggiungere un nuovo step. La TESE. Prima di quel momento non avevamo la più pallida idea di cosa si trattasse. Più passava il tempo, più eravamo consapevoli di quanto la scienza fosse andata avanti. Grazie alla tecnica tese, è stato possibile recuperare spermatozoi attraverso un piccolo intervento chirurgico del testicolo. Ed è proprio grazie a questo intervento che nonostante l’azoospermia di Maurizio, sono riusciti a recuperare la quantità sufficiente di liquido seminale. Risultato finale?! 4 blastocisti, di cui una, si è trasformata in un dono meraviglioso di nome Gaia. Un lungo calvario prima di poter tenere nelle braccia la mia dolce principessa.

 

 

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