Che la menopausa precoce o POF?

Il termine POF (Premature Ovarian Failure), indica l’ esaurimento ovarico prematuro. Si parla di POF quando l’attività ovarica inizia a diventare insufficiente prima dei 40 anni. Si manifesta con l’irregolarità o l’assenza del ciclo mestruale e ha come effetto una compromissione pressoché irreversibile della fertilità. La POF è comunemente conosciuta come menopausa precoce. Essa non va confusa però con la menopausa naturale: si tratta di una condizione che deve essere trattata tempestivamente per permettere alla donna di mantenere una buona qualità della vita e un buono stato di salute. Inoltre, a differenza della menopausa naturale, la POF può presentare delle remissioni spontanee, sebbene rare e il più delle volte transitorie. Il termine «menopausa precoce» è comunque efficace nell’esprimere con immediatezza lo stato di disagio fisico e psicologico che le donne incontrano in questa condizione.

Quali sono le cause?

La menopausa è precoce quando si verifica prima dei quarant’anni. Nei casi in cui essa insorge in modo spontaneo, si parla di menopausa precoce spontanea o POF (Premature Ovarian Failure), un fenomeno che riguarda l’1% delle donne italiane. Nei casi in cui invece essa è conseguente a cure mediche, si parla di menopausa iatrogena, un fenomeno che riguarda il 4-5% delle donne italiane.
In un terzo dei casi la causa è genetica, a trasmissione familiare: bisogna quindi fare attenzione all’età in cui sono andate in menopausa la mamma, la nonna o eventuali sorelle (sia della linea materna che paterna). Nei due terzi dei casi è occasionale, nel senso che non ci sono altri casi in famiglia.
Le cause possono essere: – autoimmuni (quando l’organismo produce anticorpi che attaccano l’ovaio), oppure associate a malattie come l’insufficienza renale cronica, il Lupus eritematoso sistemico, disfunzione polighiandolare, tiroiditi autoimmuni;problemi enzimatici/metabolici, conseguenti a patologie come galattosemia, emocromatosi o celiachia a lungo trascurata; alterazioni cromosomiche e sindromi genetiche, ad es. Sindrome di Turner, Sindrome dell'”X” Fragile.
Nella maggior parte dei casi comunque le cause restano misteriose: in tal caso si parla di menopausa precoce “idiopatica”, per dire che la causa resta sconosciuta.
La menopausa iatrogena si presenta in conseguenza a cure mediche, quali interventi chirurgici, enucleazioni di cisti ovariche, asportazione bilaterale delle ovaie (“ovariectomia bilaterale”), chemioterapia o radioterapia pelvica. La menopausa chirurgica è la forma iatrogena più frequente. La menopausa può comparire anche in conseguenza a cure mediche chemioterapiche, come nella terapia dei linfomi di Hodgkin o delle leucemie. Infine possono causare menopausa precoce iatrogena anche la radioterapia pelvica, in cui le irradiazioni sono dirette al bacino per curare tumori in quella sede, oppure l’irradiazione completa necessaria prima di un trapianto di midollo.

Come faccio a capire se ho una menopausa precoce?e quali esami fare per capire se ci sono problemi?

È consuetudine dire che una donna ha sviluppato una POF se prima dei 40 anni si trova in una condizione di amenorrea da più di sei/nove mesi e ha valori di FSH, (Ormone Follicolo Stimolante), superiori a 40 riscontrati in due dosaggi effettuati ad almeno un mese di distanza. Dunque questo esame è cruciale per l’individuazione del problema. È comunque necessario effettuare una serie di esami per verificare se ci sono altri problemi di salute che causano l’amenorrea e per individuare eventualmente una causa scatenante della POF. È necessario puntualizzare che molte volte non è possibile individuare una causa specifica. Si rendono necessarie: un anamnesi familiare, un esame obiettivo con un ecografia pelvica .il dosaggio del FSH , ed  Estradiolo. In genere sono necessari due dosaggi effettuati ad almeno un mese di distanza. Se c’è ancora presenza di ciclo mestruale, l’FSH e il 17 Beta Estradiolo possono essere controllati entro il quinto giorno del ciclo. Altri esami ormonali che completano l’indagine del quadro endocrino sono: LH, Progesterone, TSH, FT3,FT4, Prolattina, ACTH, testosterone, aldosterone, cortisolemia, DHEAS, 17 OH progesterone e Androstenerione. Vengono eseguiti gli esami per la valutazione della riserva ovarica attraverso il dosaggio del l’Inibina B e dell’ormone Antimulleriano (AMH).
Altri esami da eseguire sono: l’emocromo completo , l’ ecografia della tiroide , esami genetici, esami del cariotipo (mappa cromosomica).
Si consiglia di eseguire una serie di esami di base per verificare un’eventuale associazione tra POF e disordini autoimmuni. Nel caso in cui qualcuno di essi risulti positivo, sarà necessario approfondire il problema con la consulenza di un buon immunologo.

Oltre alla mancanza di ciclo mestruale, quali sono i sintomi che possono insorgere a causa della menopausa precoce?

 I sintomi della POF sono simili a quelli della menopausa naturale. Alcuni sono peculiari del periodo di passaggio dall’età fertile alla menopausa. In questo periodo il calo degli estrogeni crea uno squilibrio nell’asse ipotalamo-ipofisi-ovaie che deve abituarsi al nuovo assetto ormonale. Possono manifestarsi una serie di disturbi che coinvolgono sia la sfera fisica che quella psichica e che possono variare da donna a donna: vampate di calore, sudorazioni improvvise, insonnia, irritabilità, nervosismo, depressione, tachicardia, calo della libido. Questi sintomi sono transitori e non hanno effetti incisivi sullo stato di salute. Possono però compromettere la qualità della vita della donna, specialmente quando è molto giovane e la POF sopraggiunge in maniera inaspettata. Altri sintomi sono conseguenti alla sofferenza del corpo per la mancanza di estrogeni e possono essere spie di patologie che nel tempo possono avere forti ripercussioni sulla salute della donna: incontinenza urinaria, secchezza vaginale, predisposizione allo sviluppo di funghi e infezioni vaginali, dolori osteo-articolari, secchezza delle mucose quali occhi e bocca, perdita del tono muscolare e dell’epidermide, aumento del grasso nelle zone come l’addome, aumento dei livelli di colesterolo, problemi circolatori.

Con una diagnosi di menopausa precoce è possibile la gravidanza? Con quali tecniche?

Nel caso la POF non sia ancora definitiva, (cicli irregolari, l’FSH altalenante e qualche ovulazione ancora presente ), è possibile, a volte, che si verifichi una gravidanza naturale o con l’ausilio di stimolazioni ormonali. Un esame utile da fare in questo caso è quello dell’ormone antimulleriano e dell’inibina b, utile a stimare la riserva ovarica. Nel caso i valori di questi ormoni siano ancora a un livello discreto, è possibile tentare, attraverso un monitoraggio dell’ovulazione e opportune stimolazioni ormonali, di giungere a una gravidanza attraverso una fecondazione assistita. Un altro tentativo che a volte viene fatto per arrivare a una gravidanza è il cosiddetto “effetto rebound”: si somministra per alcuni mesi un anticoncezionale come la pillola, poi si interrompe la terapia e si verifica se l’improvvisa mancanza di ormoni stimola le ovaie a riprendere il loro lavoro. Si tratta di un tentativo che comunque non dà risultati certi. In caso invece di POF conclamata, con assenza del ciclo e FSH stabilmente sopra a 40, valori bassi di ormone antimulleriano e inibina b, la gravidanza con fecondazione omologa (cioè con ovuli propri) è quasi impossibile. La probabilità di concepire un bambino naturalmente rimane, secondo alcune stime, attorno al 10% circa per i primi 2 anni di menopausa, per poi ridursi drasticamente. L’unica possibilità rimane dunque la fecondazione eterologa, cioè attraverso ovodonazione. Il bambino viene concepito in vitro grazie al seme del compagno e una cellula uovo di una donatrice, successivamente l’embrione ottenuto viene impiantato, come accade nella fecondazione assistita omologa.

Dr. Laganà
Dr.ssa M.R.Ferraro

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