Il mio sogno si chiama Gabriele | GATJC Fertility Center
Il mio sogno si chiama Gabriele

Non ci credo ancora che oggi, finalmente, sono io a scrivere la mia storia di pma. Durante il percorso, mi capitava di leggere le storie degli altri e con tanta gioia e speranza mi ritrovavo puntualmente a piangere! Quando vivi sotto la pressione della negatività, della tristezza e della disperazione, sapere che anche c’è altro oltre a quel dolore, da una parte paradossalmente ti scoraggia, ma dall’altro ti fa scattare speranza e voglia di riprovarci per realizzare anche tu questo sogno, chiamato figlio.

Il mio sogno si chiama Gabriele: la nostra storia di pma

La nostra storia ha inizio nel 2012. Sin da subito abbiamo cercato la gravidanza, appena sposati. Dopo anni di fidanzamento, quando decidi di sposarti, la prima cosa che desideri è sentire l’unione del proprio amore nascere con un figlio. Dare per scontato che questo sia un evento così naturale e semplice da realizzare, è il primo vero e proprio trauma. Un proprio e vero trauma. Mi ricordo che già il primo mese dopo il matrimonio, all’arrivo del ciclo con mio marito rimanemmo malissimo. Ignari di quello che da li a breve avremmo scoperto. Infatti, dopo tentativi persi, ci siamo cominciati a chiedere con mio marito che forse, sarebbe stato il caso di fare qualche visita di controllo. Come se il problema potesse essere solo femminile, cominciammo l’iter  ecografie, tamponi vaginali, esame delle tube, nessuno che ci spostava l’attenzione su ulteriori indagini.

Grazie Gatjc

Solo dopo 7 mesi di esiti negativi dai miei accertamenti, il ginecologo ci invia al centro Gatjc per effettuare lo spermiogramma. Ed infatti nel momento in cui l’abbiamo effettuato, nessuna buona notizia. Mio marito presentava un liquido seminale ridotto nella quantità e nella qualità. Solo allora abbiamo capito quale fosse l’unica strada da intraprendere, soprattutto senza perdere tempo. Effettuare una FIVET. E così è stato. Fissiamo subito una consulenza e da li nel giro di 2 mesi mi sono ritrovata a fare il primo transfer. Purtroppo, non è andato a buon fine, ma al secondo trasferimento dell’embrione, abbiamo ottenuto le beta positive. Oggi, nel vivere quotidianamente il mio principe, mi sembra di non aver mai vissuto tutto ciò, ed auguro a tutte le donne che lottano ogni giorni con questi pesi nel cuore di non mollare. Grazie Gatjc che con professionalità ed attenzione ci avete acconto come una famiglia.

Tiziana