Viene così cancellato il divieto di fecondazione eterologa previsto dalla legge40. Da oggi non potrà mai più essere emanata dal Parlamento una legge che prevede il divieto di fecondazione di tipo eterologa. Tale decisione vale per tutti i cittadini italiani che hanno problemi di sterilità.

A stabilirlo è  la Corte Costituzionale stabilendo che il divieto di fecondazione eterologa è incostituzionale, dichiarando l’illegittimità della norma (articoli 4, comma 3, 9, commi 1 e 3 e 12, comma 1) che vieta il ricorso a un donatore esterno di ovuli o spermatozoi nei casi di infertilità assoluta.

Quella della Consulta è una sentenza fortemente attesa dalle tante coppie che in questi anni si sono viste negare la possibilità di avere un figlio grazie alla provetta, scegliendo in molti casi di rivolgersi a centri esteri, spendendo moltissimi soldi e andando spesso incontro a truffe e problemi di salute.

Dopo aver affrontato la questione della conservazione degli embrioni, della diagnosi preimpianto e del numero di embrioni da impiantare nell’utero materno, per la seconda volta la Corte era stata chiamata a giudicare la legittimità costituzionale di quella che è stata definita dagli avvocati difensori delle coppie la norma ‘simbolo’ della legge 40, cioè il divieto di fecondazione eterologa.

Nel maggio del 2012 la Consulta decise di restituire gli atti ai tribunali rimettenti, per valutare la questione alla luce della sopravvenuta sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo sulla stessa tematica. Oggi la nuova decisione, dopo l’udienza pubblica di ieri mattina sulla questione, durata poco meno di un’ora e mezza e, nel pomeriggio, la Camera di consiglio, proseguita questa mattina e terminata poco fa.

Cade, dunque, l’ultimo ‘paletto’ imposto dalla discussa normativa italiana. La legge 40 era stata già bocciata molte volte dai giudici. Questa potrebbe essere l’ultima.

Fino ad oggi il divieto di fecondazione eterologa ha spinto molte coppie italiane a rivolgersi all’estero per riuscire ad avere un bambino.

Secondo i dati raccolti dalla Società europea di riproduzione assistita (Eshre) nel 2010 le coppie italiane avevano il primato in Europa (sono il 31%) per i viaggi ai centri esteri di procreazione assistita, e sempre secondo un’altra indagine del 2010, condotta in 36 centri stranieri dall’Osservatorio sul turismo procreativo, sono state oltre 2.700 le coppie italiane che si sono recate all’estero per poter ricorrere alla fecondazione eterologa. Considerando che complessivamente le coppie protagoniste del cosiddetto “turismo procreativo” sono 4mila, erano due su tre quelle che per tentare la fecondazione eterologa si rivolgevano a centri di procreazione stranieri. I costi dipendono dalle attrezzature e dall’assistenza offerte dai centri, ma anche dalla speculazione, e variano dai 2.500-3.000 euro dell’Ucraina ai 7-8mila della Spagna, meta principale quest’ultima di chi cerca un donatore e delle coppie italiane.

La donazione di gamete è intesa come unica procedura medica in grado di consentire di aver un figlio e di poter perseguire un progetto genitoriale per quelle coppie definite sterili.

Il risultato importante dell’ eliminazione del divieto di fecondazione eterologa oltre a dare una possibilità a persone con problemi di sterilità, è quello di ridurre drasticamente il turismo procreativo legato ai divieti presenti nel proprio paese.

9 aprile2014

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