Tappe della PMA

Colloquio Preliminare

Nell’intraprendere il percorso della PMA , il primo passo per la coppia è un colloquio preliminare, durante cui il ginecologo e il biologo insieme, valutano la storia clinica di entrambi i partner attraverso un’ attenta anamnesi valutando eventuali esami diagnostici e/o trattamenti di PMA pregressi. Potranno essere richiesti esami ulteriori a quelli già effettuati o esami preliminari nel caso in cui la coppia non ne abbia effettuato in precedenza. A questo segue una ecografia pelvica basale per avere una visione dell’utero e annessi e valutare la riserva ovarica della paziente. A questo punto, verrà formulata una diagnosi sulla base della quale viene proposto l’iter terapeutico più adatto al caso. Viene quindi Illustrata la procedura, gli eventuali rischi legati al trattamento, le percentuali di successo, i costi e viene consegnato il consenso informato firmato dal medico e dalla coppia, la quale ne riceverà una copia. Viene consegnato e spiegato il protocollo terapeutico personalizzato e adeguato al trattamento, insieme alla lista degli esami previsti per l’accertamento di idoneità al trattamento anestesiologico e degli esami preconcezionali, necessari per evidenziare eventuali patologie che potrebbero rappresentare un rischio per il decorso della gravidanza e per il nascituro. Tutto questo viene registrato nella cartella clinica della coppia.

Consulenza Psicologica

Nell’ambito della PMA il sostegno psicologico è un trattamento di breve durata finalizzato a fornire alla coppia un sostegno e una guida durante il percorso riservando loro uno spazio in cui si possano liberamente esprimere le proprie emozioni, il proprio stato d’animo. La consulenza di supporto mira ad offrire un sostegno emozionale ai pazienti che vivono un’esperienza di stress che può essere causata dal desiderio di un figlio, dalla pressione familiare e sociale, così come dalle precedenti esperienze di insuccesso legate alla tecnologia riproduttiva impiegata. Crea le condizioni per l’attivazione di risorse interne e strategie mentali, attraverso l’elaborazione di nuove modalità per affrontare i problemi, neutralizzando angosce e vissuti. È un luogo intimo e riservato caratterizzato da un ascolto empatico in un clima relazionale cooperativo. Alla coppia o al singolo viene data l’opportunità di esplorare, scoprire e chiarire un modo di vivere più soddisfacente ed intraprendente. Durante i colloqui clinici verrà consentita l’espressione delle emozioni provvedendo la messa in atto di interventi per minimizzare lo stress, l’ansia e aiutare così il paziente a fronteggiare la situazione di disagio psicofisico. Saranno messe a disposizione tecniche di rilassamento per diminuire eventuali reazioni vegetative correlate allo stress.

Stimolazione Ovarica

Normalmente, ogni mese, nelle ovaie si forma un certo numero di follicoli all’interno dei quali crescono gli ovociti. Di questi soltanto uno raggiungerà la maturazione, facendo così avvenire l’ovulazione. Nelle tecniche di fecondazione in vitro, le ovaie vengono indotte, attraverso una terapia ormonale, a produrre più follicoli. In questo modo si otterrà un maggior numero di ovociti. Quindi, le donne sono sottoposte a induzione multipla controllata dell’ovulazione, mediante somministrazione giornaliera di gonadotropine. Questa terapia ormonale non danneggia la riserva ovarica, ma blocca semplicemente la degenerazione e la conseguente selezione del follicolo predominante. Numerosi sono i protocolli di stimolazione che, con diversi meccanismi d’azione, hanno tutti lo scopo di portare a maturazione un aumentato numero di follicoli. Ciascun protocollo viene scelto in base all’età, peso della donna, alla sua riserva ovarica ed al tipo di risposta ovarica ad eventuali precedenti stimolazioni ormonali. Gli studi indicano che non vi sono effetti collaterali per la paziente. La somministrazione del farmaco inizia a partire dal primo o dal secondo giorno del ciclo, con una durata media di 12-14 giorni. Oltre alle gonadotropine, è possibile impiegare farmaci agonisti o antagonisti del GnRH (gonadotropin realising hormone – ormone di rilascio delle gonadotropine) i quali impediscono il prematuro rilascio degli ovociti, favoriscono la loro maturazione e permettono di scegliere il momento più idoneo in cui effettuare il prelievo ovocitario (il pick-up).

Monitoraggio della Stimolazione

Nel corso del trattamento vengono effettuati controlli ecografici e ormonali che permettono di valutare sia la crescita dei follicoli sia la dose giornaliera di gonadotropine la quale può subire variazioni per prevenire effetti collaterali.

Pick-up Ovocitario

Quando i follicoli hanno raggiunto la dimensione idonea, la maturazione degli ovociti (ovulazione) viene indotta con una iniezione di gonadotropina corionica umana (hCG). Entro 36 ore da tale somministrazione viene eseguito il prelievo ovocitario ecoguidato (pick-up), procedura di rapida esecuzione, effettuata in analgesia profonda. Sotto il controllo ecografico, un particolare ago, posizionato su una sonda, viene introdotto nel canale vaginale. Esso raggiungerà l’ovaio e vi aspirerà il liquido follicolare contenente gli ovociti. Il numero e la qualità degli ovociti verranno valutati nel laboratorio di embriologia subito dopo il pick-up. Dopo il prelievo, la paziente deve rimanere in osservazione per circa 2 ore.

Raccolta del Liquido Seminale

Nella stessa giornata in cui viene eseguito il prelievo degli ovociti, al partner maschile, con 2-3 giorni di astinenza sessuale, viene chiesto un campione di liquido seminale. La raccolta può essere effettuata in clinica ed è necessario utilizzare un contenitore sterile. Nel caso in cui la raccolta del liquido seminale viene effettuata presso una diversa sede è necessario consegnare il campione entro 30 minuti dalla raccolta mantenendolo ad una temperatura simile a quella corporea. Nei casi di azoospermia o in presenza di particolari infezionei dell’apparato genitale maschile, gli spermatozoi possono essere recuperati chirurgicamente mediante le tecniche di MESA o TESE. Se, invece, vengono utilizzati spermatozoi crioconservati (dopo una precedente TESE o prima di una terapia aggressiva, quale la radio o chemioterapia), essi verranno scongelati lo stesso giorno del pick-up ovocitario.

Fertilizzazione degli Ovociti

In laboratorio la Fecondazione in Vitro può essere effettuata utilizzando due diverse tecniche: FIVET classica o ICSI. La scelta dipende dalle caratteristiche del liquido seminale. La FIVET classica viene effettuata quando i parametri dello spermiogramma risultano normali. Con questa metodica, gli spermatozoi vengono concentrati e messi ad incubare con gli ovociti, nello stesso terreno di coltura. In questo modo, avverrà la cosiddetta auto-fecondazione in vitro. La ICSI, invece, viene effettuata quando i parametri dello spermiogramma risultano alterati, cioè quando vi è un basso numero di spermatozoi, una bassa motilità e/o una morfologia non adeguata.

Coltivazione degli Embrioni

Presso il nostro centro, gli embrioni vengono coltivati fino al 5°/6° giorno. La valutazione dello sviluppo embrionale viene effettuata il 1°, 3°, 5°e 6° giorno dall’inseminazione e si basa sul numero delle cellule e sulla frammentazione citoplasmatica dell’embrione.

Giorno 0
Coincide con il giorno in cui viene eseguito il pick- up ovocitario, la raccolta del liquido seminale e l’inseminazione degli ovociti.
Giorno 1
Il primo giorno, precisamente dopo 16-18 ore dall’inseminazione, viene effettuato il controllo della fertilizzazione. Sono fertilizzati gli zigoti che presentano i due pronuclei, uno di origine materna e uno di origine paterna.
Giorno 3
Controllo dopo circa 72 ore dall’inseminazione. Generalmente gli embrioni in questo stadio sono costituiti da un numero di cellule ≥ 7.
Hatching Assistito: Durante le prime fasi di sviluppo l’embrione è protetto da uno strato esterno definito “zona pellucida”, dal quale si libera affinché stabilisca un contatto con le cellule dell’utero ed impiantarsi. Questo processo di schiusa è denominato, in inglese, “Hatching”. La mancata fuoriuscita di un embrione dalla membrana è uno dei motivi del mancato esito di una gravidanza. L’Hatching Assistito è un procedimento che prevede di praticare un foro nella zona pellucida dell’embrione in sviluppo per aiutarlo nel naturale processo di schiusa. Questo procedimento viene eseguito sull’embrione al terzo giorno di sviluppo. Questa tecnica può migliorare il successo di un ciclo di FIVET o di un trattamento ICSI aiutando l’impianto dell’embrione nella parete uterina.
Giorno 5
Controllo dopo circa 120 ore dall’inseminazione. Generalmente gli embrioni in questa fase si presentano allo stadio di Blastocisti, condizione caratterizzata dalla presenza di due diversi tipi di cellule differenziate: le cellule del trofoblasto, che daranno origine alla placenta, e le cellule dell’ embrioblasto, che daranno origine al feto. In genere a questo stadio viene effettuato l’embrio-transfer.
Giorno 6
Controllo dopo circa 144 ore dall’inseminazione. In questa fase di sviluppo, tutti gli embrioni dovrebbero trovarsi allo stadio di Blastocisti. In questo giorno può essere effettuato l’embriotrasfer e/o la crioconservazione, se non sono stati eseguiti il giorno precedente.

Embriotransfer

Il transfer embrionale è una procedura molto semplice per la donna. Gli embrioni, al 5° o 6° giorno di sviluppo, sospesi nella goccia di uno speciale liquido, vengono aspirati in un catetere e delicatamente depositati nell’utero in modo ecoguidato. Il numero degli embrioni da trasferire viene stabilito dopo aver consultato l’ Embriologo e il Medico. Gli embrioni rimanenti che si trovano allo stadio di blastocisti verranno crioconservati. Eseguito l’ Embrio-Transfer la paziente deve rimanere a riposo per 15 minuti, trascorsi i quali può tornare a casa. Dopo 12 giorni è possibile eseguire il test ematico di gravidanza (ß- Hcg).

Hatching Assistito

Durante le prime fasi di sviluppo l’embrione è protetto da uno strato esterno definito “zona pellucida”, dal quale si libera affinché stabilisca un contatto con le cellule dell’utero ed impiantarsi. Questo processo di schiusa è denominato, in inglese, “Hatching”. La mancata fuoriuscita di un embrione dalla membrana è uno dei motivi del mancato esito di una gravidanza. L’Hatching assistito è un procedimento che prevede di praticare un foro nella zona pellucida dell’embrione in sviluppo per aiutarlo nel naturale processo di schiusa. Questo procedimento viene eseguito sull’embrione al terzo giorno di sviluppo. Questa tecnica può migliorare il successo di un ciclo di FIVET o di un trattamento ICSI aiutando l’impianto dell’embrione nella parete uterina.

Crioembriotransfer KET

La crioconservazione (congelamento) è un metodo che permette di conservare gli embrioni per un lungo periodo di tempo. Possono essere crioconservati solo gli embrioni che si trovano allo stadio di blastocisti e qualora la paziente ne avesse un numero superiore rispetto a quelli da trasferire o quando la paziente si trova in uno stato di salute non idoneo per l’embrio-transfer. Per il crioembriotransfer è necessario contattare la coordinatrice, al fine di effettuare un controllo ecografico, generalmente il 14° giorno del ciclo. Se il medico riscontra le condizioni idonee al trasferimento, il crioembriotransfer verrà fatto intorno al 20° giorno del ciclo. La mattina in cui verrà effettuato il crioembriotransfer saranno date informazioni sullo stato degli embrioni. Dopo di che si procede con l’embrio-transfer .

 

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