aborto ricorrente

Si parla di aborto ricorrente, quando avviene l’interruzione di gravidanza nelle prime 24 settimane e si verifica per due volte di seguito. In questo caso, è indispensabile effettuare alcuni accertamenti per individuare le possibili cause e stabilire un eventuale terapia, oppure procedere con le tecniche di PMA, nello specifico con la diagnosi genetica preimpianto

Quando si parla di aborto ricorrente?

L’aborto ricorrente, è purtroppo, un evento abbastanza frequente in gravidanza. Il 15-20% delle gravidanze si interrompe spontaneamente nelle prime settimane (tecnicamente, gli esperti parlano di aborto spontaneo ripetuto fino alle 24 settimane). La frequenza di questo evento tende ad aumentare con l’età materna: un andamento che riflette l’invecchiamento degli ovociti e la loro progressiva difficoltà a mantenere un corredo cromosomico corretto. Il punto è che ogni cellula umana- tranne i gameti (cellule uovo e spermatozoi)- possiede 46 cromosomi. I gameti, invece, ne possiedono solo 23 (così unendosi daranno il corredo cromosomico completo) e questo è possibile grazie a meccanismi di divisione cellulare molto precisi.

Poliabortività

Se qualcosa va storto durante queste divisioni- cosa che diventa sempre più probabile con l’avanzare dell’età- i gameti avranno un numero alterato di cromosomi e daranno un embrione con un numero anomalo di cromosomi, in genere non vitale. Questo tipo di anomalie cromosomiche rende conto del 50-70% dell’aborto ricorrente. A volte, però, l’ aborto tende a ripetersi ed è detto in questo caso ripetuto (se sono due consecutivi) o aborto ricorrente (se sono tre o più). In generale, si parla di poliabortività. In questo caso, è opportuno eseguire alcuni accertamenti che permettono di indagare eventuali cause di questa condizione.

Indagini per individuare le cause

Varie e differenti possono essere le cause per la frequenza di aborto ricorrente. Tra queste:

  • Anomalie cromosomiche della donna o del partner
  • Malformazioni o problemi dell’utero
  • Disturbi del sistema immunitario
  • Trombofilie
  • Malattie endocrine
  • Infezioni del tratto genitale femminile o maschile

Per valutare alcune delle suddette cause, oltre all’indagine ematologica ed all’esecuzione di screening di coppia per considerare l’aspetto infettivologico, è possibile fare diagnosi, anche, attraverso l’isteroscopia. Quest’ultima prevede l’introduzione di un sottilissimo strumento ottico attraverso la vagina per osservare la cavità uterina. L’esame può essere completato da una biopsia. Avviene il prelievo di una quantità di tessuto delle pareti uterine grande come un chicco di riso. Ciò avviene per escludere la presenza di un’infezione capace di disturbare l’impianto e la prosecuzione della gravidanza nelle prime fasi.

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