storia donna triste scaled

Puntualmente arrivano quelle feste, quelle maledette feste, a ricordarti l’assenza di un figlio. Mi chiamo Sara e per 8 lunghissimi anni, sono stata sommersa dalla solitudine, dalla rabbia e dalla tristezza, quotidianamente, ma nelle giornate di festa, ho vissuto profondamente emozioni d’angoscia. Perchè per chi, come me, non può avere la gioia della maternità in maniera naturale, tutto diventa tremendamente difficile e doloroso. Ho passato molte giornate chiusa segregata a casa, perchè il contatto con gli altri, la possibilità di poter incrociare carrozzine, mamme incinta era diventato un incubo. Ecco perchè le feste diventavano un incubo, perchè vedevo e sentivo quella felicità nell’aria, che invece a me mancava, mancava totalmente. Per chi non riesce ad abbracciare la maternità, la festa della mamma, tra tutte, è sicuramente la peggiore!”. Un giorno dove si festeggia l’amore materno, quell’amore incondizionato, ma che nessuno sa perchè non può essere naturale per tutte. Non ricordo con tranquillità quel periodo, quelle giornate, dove tutto era solamente nero intorno a me. Oggi posso godere di quella giornata, posso godere di quell’amore incondizionato, posso godere di quei baci improvvisi, posso, finalmente, essere mamma e sentirmi dire Auguri Mamma! Non smetterò mai di ringraziare il centro Gatjc che, con pazienza ed attenzione, ad ogni mio fallimento erano li ad asciugare le mie lacrime.Non è facile stare accanto con rispetto ed umanità accanto a chi soffre, non è facile stare accanto senza invadere, senza dire le parole, paradossalmente, da non dire. Li abbiamo trovato tutto questo, oltre, la competenza e la professionalità ed ovviamente la presenza di macchinari innovativi ci hanno permesso di abbracciare la nostra piccola Maria ed adesso di aspettare Matteo. Grazie Gatjc, siete i nostri angeli custodi.

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