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Nutrizione

L’nfluenza di una sana nutrizione sulla fertilità è ormai ben definita dal punto di vista scientifico.
Buona parte del fabbisogno calorico (circa il 50%) dovrebbe provenire da carboidrati complessi (preferibili i cereali integrali), un ulteriore 30-40% da proteine prevalentemente di origine vegetale (legumi) o da pesce e crostacei, e la restante quota  da grassi non saturi (di origine vegetale o del pesce). Gli esperti della Harvard Medical School, consigliano alle aspiranti mamme di privilegiare nella propria dieta i seguenti alimenti, deputandone una stretta correlazione tra fertilità ed alimentazione.

Alcuni consigli:

  • Pane e pasta: meglio scegliere il tipo integrale. La pasta, inoltre, va scolata al dente poiché l’organismo impiegherà più tempo a scomporre i carboidrati in zuccheri.
  • Frutta e verdura: cercare di scegliere soprattutto i vegetali ricchi di vitamina C come agrumi, kiwi, mele, pere, frutti di bosco, pomodori, peperoni e broccoli.
  • Cereali: da preferire quelli integrali, molto più ricchi di fibre e capaci di favorire un più lungo assorbimento dei nutrienti.
  • Riso: la qualità di questo alimento più indicata per la dieta della fertilità è quella parboiled o quella nera.
  • Pesce azzurro: scegliere soprattutto acciughe, sarde e sgombri, ricchi di Omega 3, grassi insaturi.
  • Pollo: molto ricco di vitamina B6 (contenuta anche in salmone, lievito, noci, latte e i suoi derivati), sostanza che è molto utile in caso di infertilità ovulatoria (secondo quanto emerso
    da recenti ricerche).
  • Crostacei: preferire soprattutto molluschi, ostriche, aragoste che forniscono grande quantità di zinco, indispensabile perché la cellula uovo maturi nel modo corretto.
  • Latte intero e derivati: scegliere formaggi derivati da latte intero, ricchi di vitamina B6.

Fertilità femminile e disturbi del comportamento alimentare

Un rapporto difficile con l’alimentazione è capace  di danneggiare in maniera importante la capacità riproduttiva femminile. Una nutrizione assente o non controllata, con conseguente obesità, porta a squilibri del sistema di ipotalamo, ipofisi e ovaie. E tutto questo porta conseguenze importanti sulla fertilità femminile. In genere le ragazze molto sottopeso prima dello sviluppo possono soffrire di amenorrea primaria. Quelle che sono molto  sottopeso dopo la pubertà possono avere un’amenorrea secondaria. Questo se la perdita di peso è pari ad almeno il 10-15% del peso normale, calcolato in base dell’altezza della donna. Ad esempio, l’anoressia nervosa è responsabile di molte delle cause di amenorrea secondaria. Infatti, è provato dalle statistiche che tre donne su cinque di quelle con infertilità dovuta alla presenza di amenorrea presentano un disturbo dell’alimentazione. Inoltre, le ricerche mediche testimoniano come le irregolarità mestruali, dovute sia a condizioni di obesità, sia a quelle di amenorrea, possono essere causa di infertilità femminile. Se la nutrizione torna normale e il peso torna adeguato, con la sparizione dell’amenorrea, anche la funzione ovulatoria ritorna lentamente alla normalità. Mantenere un’alimentazione sana e completa, ricca di frutta e verdure e proteine, aiuta a stabilizzare il peso corporeo e così ad evitare una brusca diminuzione di peso. Parlare di amenorrea ed obesità connesse alla fertilità, serve a far luce su quelle problematiche di difficoltà di concepimento, che non vengono spesso considerate come la causa d’infertilità.

Nutrizione e fertilità maschile

Una sana nutrizione è fondamentale anche nell’uomo, al fine di preservare la propria capacità riproduttiva. Numerosi studi hanno mostrato che l’obesità influenza negativamente i parametri seminali convenzionali riducendo, conseguentemente, il potenziale di fertilità. È stato infatti dimostrato che aumenta significativamente l’incidenza dell’oligozoospermia (concentrazione di spermatozoi al di sotto dei valori minimi di riferimento) e dell’azoospermia (assenza di spermatozoi nell’eiaculato), riduce la percentuale di spermatozoi con morfologia normale e aumenta la percentuale di spermatozoi con DNA frammentato nell’eiaculato. L’impatto negativo dell’obesità maschile sull’integrità del DNA spermatico può avere gravi conseguenze sulla fertilità, compromettendo la capacità del gamete maschile di fecondare l’ovocita e di formare un’ embrione normale e vitale.

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