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Non è la solita frase comune che si dice, che solo chi lo vivepuò capire cosa vuol dire affrontare la Pma. In realtà, è proprio così. Non è semplice accettare una diagnosi di limite. Di limite riprocreativo, non è assolutamente facile, ma soprattutto è dolorosamente ingiusto. Mi chiamo Giada ed ho lottato per ottenere una gravidanza per ben 8 anni. Se mi soffermo oggi, e penso effettivamente alla durata del tempo, mi sento davvero forte. Perchè solo quando ci si ferma, ci si può rendere conto davvero di quanto si è forti, perchè mentre lotti, non hai nemmeno il tempo di capire cosa sta succedendo. Hai un unico obiettivo, riuscire a superare tutti gli ostacoli da poter così abbracciare il tuo sogno. Non è facile capire e trasmettere il dolore che si prova, non è semplice comprenderlo, perchè solo chi lo vive, può capire cosa vuol dire. L’aspetto ancora più doloroso è quando senza energie ti affidi a chi credi debba aiutarti ed invece approfitta solamente della tua debolezza e ti tratta come un numero. Questo è quello che mi è successo quando su suggerimento del mio ginecologo, ci siamo rivolti in toscana. Eravamo l’ennesima coppia che aveva affrontato il”viaggio della speranza”, così ci era stato definito dai medici e dagli operatori della clinica. Ovviamente, quell’atteggiamento non aiuta, perchè ti lascia quel dolore assordante e soprattutto di fa sentire sempre più diverso. Abbiamo effettuato 3 cicli di Fivet, ognuno andato male, ed io mi sentivo carica sia fisicamente che emotivamente, così decidiamo di fermarci per 1 anno. Ogni mese comunque speravamo di poter ottenere la gravidanza naturalmente, ma questo ovviamente non succedeva, perchè entrambi abbiamo problemi di fertilità.

Per evitare lo stress precedente di rivolgerci a centri fuori regione, decidiamo di provare un ultima volta a Gioia Tauro, in un centro d’eccellenza nazionale ed internazionale, ma che per noi, essendo vicino casa e soprattutto in Calabria, dove nulla funziona a livello sanitario, non poteva essere all’altezza del nostro problema. Qui sin da subito l’accoglienza è stata unica, proprio per questo motivo abbiamo deciso di lanciarci subito in un nuovo ciclo. Abbiamo ottenuto 4 embrioncini. I primi due andati male, il terzo transfer ci ha regalato un sogno. La nostra adorata Maria Lourdes, la nostra unica ragione di vita, il nostro miracolo. Se non fosse statomper il centro Gatjc, che nonostante i miei sbalzi d’umore ha sempre cercato di sostenermi e darmi forza, oggi non avrei tutta questa gioia nel cuore.

Giada

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