Storie di Pma: la libertà di Francesca

Salve a tutti, mi chiamo Francesca, vorrei raccontare, la mia, tra le tante storie di pma. Vorrei descrivere come le cose siano cambiate, dal momento in cui mi sono libera dalle mie paure, dai miei pregiudizi, dalle mie diffidenze. Ho avuto il coraggio e la forza di andare oltre il muro dell’ infertilità ed incontrare, finalmente, la mia piccola Marianna. Non volevamo ammettere davanti la diagnosi di essere entrambi infertili, di aver bisogno di aiuto, di doverci rivolgere in un centro specializzato.

Inizialmente, io e Giuseppe, mio marito, ce la sia presa comoda, ignari di come potesse essere difficile ottenere una gravidanza. E’ proprio come spesso leggo, nelle parole, nella condivisione della proprie storie di pma. Il primo anno non abbiamo cercato figli perchè avevamo bisogno della nostra intimità, di viverci e crescere come coppia. Il secondo anno avevamo deciso che era giunto il momento di avere un bambino ma, a sorpresa, Giuseppe è stato trasferito dal suo responsabile, per 8 mesi in una nuova filiale. Il terzo anno finalmente abbiamo iniziato a provarci. Non credevo sarebbe stato difficile visto che siamo entrambi giovani e senza problemi….e invece….Per tre anni ho dovuto sopportare tutta la gente curiosa che, non appena ingrassavo di qualche chilo, mi chiedeva se fossi incinta. Era seccante, io mi sono sempre fatta i fatti miei, perché loro non si facevano i loro? E dove è scritto che ero obbligata a fare un figlio immediatamente dopo il matrimonio? Ognuno è libero di fare quello che vuole, io ero libera di scegliere io (insieme a mio marito ovviamente) quando avere un bambino.

Storie di Pma: oltre il muro dell’infertilità.

Seduta in un angolino del divano ad aspettavo l’imminente arrivo del ciclo, ogni maledetto mese. Mettendo da parte tanta diffidenza nei confronti della procreazione assistita, mettendo da parte tutte le cure inutili proposte dal mio ginecologo, che mi hanno fatto solamente perdere tempo e gonfiare come un pallone!!! Mi sono rivolta direttamente al centro Gatjc. Ne avevo sentito parlare bene da più persone, per i vari servizi che offrono. Dal giorno della prima consulenza, ho imparato, così, a scoprire il significato di una sigla fino a quel giorno misteriosa, Fivet. A conoscere tutti i termini di quel mondo che tanto mi spaventava, ma che era solo un limite della mia mente. Icsi, pma, amh, spermiogramma, insomma un nuovo vocabolario nella mia mente, sulla mia pelle. Se non fosse stato per la scienza così andata avanti, oggi non sarei qui a programmare il secondo ciclo di fivet, mentre gioco con la mia piccola Marianna, che non fa altro che chiedermi un sorellina con cui giocare! Vorrei dire a chi, non riesco ad ottenere la gravidanza, che so quanto possa essere difficile e doloroso, fare i conti ogni mese con il ciclo, con la società che puntualmente ti ricorda di ” avere un problema”. Ma vorrei anche dire che, qualsiasi sia la vostra “diagnosi”, andate oltre quel muro doloroso ed altissimo, stringete i denti davanti ai fallimenti di fivet, alle beta negative! Vi dico questo perchè so benissimo come ci si sente a stare dalla vostra parte, davanti quel muro così gelido e cupo, ma so anche che ciò che è presente li dietro è gioia e l’amore puro. Vi mando il mio mega in bocca al lupo!

Francesca