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Quando si parla di fecondazione assistita, molto spesso, si pensa di far riferimento solo ad una procedura generica, in realtà varie e differenti sono le tecniche di fecondazione assistita. Le tecniche di fecondazione assistita, vengono eseguite esclusivamente da Centri specializzati, dopo autorizzazione del Ministero della Salute. Il Centro GATJC, possiede le certificazioni nazionali ed internazionali, per poter eseguire ogni tipo di tecniche di fecondazione assistita.

Tecniche di fecondazione assistita

Le tecniche di fecondazione assistita si suddividono in tecniche di I e II livello. La loro suddivisione in livelli è relativa alla semplicità e complessità di esecuzione.

Le tecniche di fecondazione assistita di I° livello

L’inseminazione intrauterina (IUI) è una tecnica di primo livello di fecondazione assistita, ed è possibile effettuare sia nella procedura di fecondazione omologa che eterologa.

La donna viene sottoposta a una serie di controlli ecografici a partire in genere dal 10° giorno del ciclo. In questo modo viene monitorata la crescita dei follicoli. Quando uno o più follicoli hanno raggiunto le dimensioni di 18-20 mm circa, la paziente si trova nella fase ovulatoria. In corrispondenza di questa fase il partner maschile deve fare la raccolta di un campione di liquido seminale, ottenuto dopo 2-3 giorni di astinenza. Il seme, verrà opportunamente trattato, al fine di selezionare gli spermatozoi migliori.
Questi ultimi vengono selezionati, considerando morfologia e maggiore motilità.
Il campione del liquido seminale verrà depositato dal ginecologo nella cavità uterina, attraverso un particolare catetere.

Per sapere se la tecnica ha avuto esito positivo, occorre fare il test ematico del β-HCG il giorno successivo previsto per l’arrivo della mestruazione.

Inseminazione Intrauterina – IUI ciclo stimolato

Nel caso in cui l’inseminazione intrauterina venga effettuata su ciclo stimolato, la stimolazione inizia tra il 2°- 3° giorno del ciclo. Consiste in iniezioni quotidiane sottocutanee a base dell’ ormone follicolostimolante (FSH).
Si ottiene,così, un’ ovulazione monofollicolare o al massimo 2-3 follicoli e si evita il rischio di gravidanze multiple.

Durante il trattamento, si effettuano una serie di monitoraggi ecografici per:

  •  contare e misurare i follicoli.
  •  valutare lo spessore dell’endometrio.

I dosaggi ormonali servono per controllare il valore dell’estradiolo (E2) e del progesterone.
Una volta raggiunta una sufficiente stimolazione e maturazione follicolare, si induce l’ovulazione, utilizzando farmaci a base di gonadotropina corionica umana (HCG).
Nei cicli stimolati con gonadotropine, la terapia ormonale deve essere sempre adeguatamente controllata per ridurre il rischio di OHSS (Sindrome da iperstimolazione ovarica).
Circa 36 ore dopo l’induzione dell’ovulazione, si procede con la preparazione del campione seminale del partner. Quest’ ultimo sarà immesso nell’utero tramite un sottile catetere.
Seguirà una terapia farmacologica, se necessaria, post IUI.
Il buon esito del trattamento viene verificato con il test di gravidanza il giorno successivo a quello previsto per l’arrivo della mestruazione.

Le tecniche di fecondazione assistita di II° livello

La fase successiva al prelievo ovocitario ( pick up) degli ovociti, è l’inseminazione e la fertilizzazione degli stessi. Preventivamente avviene la preparazione del liquido seminale e degli ovociti a cui segue la fecondazione con il metodo classico o con l’ICSI (iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo) / PICSI / IMSI.

In laboratorio la Fecondazione in Vitro può essere effettuata utilizzando due diverse tecniche: FIVET classica o ICSI. Un’analisi dettagliata della qualità di spermatozoi ci permette di scegliere il metodo ottimale per l’inseminazione degli ovociti.

La FIVET classica viene effettuata quando i parametri dello spermiogramma risultano normali. Con questa metodica, gli spermatozoi vengono concentrati e messi ad incubare con gli ovociti, nello stesso terreno di coltura. In questo modo, avverrà la cosiddetta auto-fecondazione in vitro.

ICSI (iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo)

Viene effettuata quando i parametri dello spermiogramma risultano alterati, cioè quando vi è un basso numero di spermatozoi, una bassa motilità e/o una morfologia non adeguata. Ed inoltre, se vi è un fattore di infertilità immunologico, dai pazienti i cui embrioni vanno esaminati con il metodo PCR/aCGH. La ICSI è una metodica di micromanipolazione durante la quale l’embriologo, per mezzo di una micropipetta, inietta lo spermatozoo direttamente nell’ovocita. L’intero processo viene effettuato utilizzando un micromanipolatore collegato ad un microscopio. Questo è uno strumento in grado di convertire i movimenti grossolani delle mani, in movimenti delicati e precisi in quanto è provvisto di un holding, in grado di mantenere fisso l’ovocita, e di una micropipetta che aspira lo spermatozoo e lo inietta nell’ovocita. Prima di effettuare il metodo ICSI è opportuno scegliere gli spermatozoi in base alla loro caratteristica funzionale con il metodo PICSI, MACS  oppure tramite la loro combinazione, eventualmente sotto un ingrandimento notevole microscopico IMSI.

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