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Rischi IVF

Come ogni trattamento medico, anche quello dell’infertilità potrebbe avere delle controindicazioni. Fortunatamente, grazie ai progressi fatti negli ultimi 20 anni, soprattutto nel campo dell’infertilità, le complicanze di questa terapia sono minime.

Rischi Legati alla Stimolazione

Gli effetti indesiderati nella PMA (Procreazione Medicalmente Assistita) possono essere determinati dagli ormoni utilizzati per la stimolazione ovarica. Essi potrebbero causare irritabilità, cefalea, dolori al seno, stanchezza e dolori addominali e, in determinati casi, indurre alla Sindrome da iperstimolazione ovarica.

Sindrome da Iperstimolazione Ovarica (Ovarian Hyperstimulation Syndrome – OHSS)

Una delle tappe principali della Procreazione Medicalmente Assistita è rappresentata dalla stimolazione delle ovaie nella donna al fine di ottenere un numero maggiore di ovociti da fertilizzare.
In casi eccezionali, le ovaie possono avere una risposta esagerata arrivando a determinare quella che viene chiamata Sindrome da iperstimolazione ovarica – OHSS. Si tratta di una complicanza che può verificarsi durante o in seguito al trattamento di stimolazione a cui le donne vengono sottoposte.
Questa sindrome è facilmente riconosciuta perché, dopo pochi giorni di trattamento della paziente, si osserva, tramite controllo ecografico, un eccessivo ingrandimento delle ovaie con sensazione di dolore accompagnato da una eccessiva produzione dell’ormone 17 beta-estradiolo. L’ OHSS sembrerebbe essere caratterizzata da un aumento della permeabiltà vascolare, che determina un passaggio di liquidi, proteine ed elettroliti nella cavità peritoneale. La paziente può avvertire tensione addominale, nausea, disturbi gastrointestinali.
Le forme severe, molto rare, sono caratterizzate da un ingrandimento esagerato delle ovaie, presenza di liquido nella cavità peritoneale, nella cavità toracica, ipotensione, tachicardia, respiro affannato, insufficienza epatica, disturbi della coaugulazione. La paziente riferisce senso di debolezza e senso di rigonfiamento dell’addome.
La sindrome può insorgere precocemente, più frequentemente nelle donne con policistosi ovarica, da 3 a 7 giorni dopo la somministrazione della gonadotropina coriale a causa di una risposta ovarica eccessiva allo stimolo farmacologico. Quando, invece, si presentano in una fase tardiva, in genere dopo 10-17 giorni, e sono frequentemente correlate ad una gravidanza.
In caso di iperstimolazione precoce, alla coppia verrà consigliato di congelare gli embrioni e di trasferirli in un secondo momento.
Nella nostra clinica siamo in grado di far fronte ad eventuali problemi di iperstimolazione.

Prevenzione dell’OHSS

Importante, nella gestione dell’OHSS, è la prevenzione primaria, ossia l’identificazione dei fattori di rischio per ridurre la probabilità che la sindrome si manifesti. Uno dei fattori più importanti è il riconoscimento delle pazienti a rischio mediante l’identificazione di caratteristiche predisponenti.
Un ruolo essenziale è attribuito al controllo dell’incremento dell’estradiolo plasmatico ed all’individuazione dell’esatta dose di farmaco per la stimolazione, specie quella di partenza, da somministrare a ciascuna paziente.

Sono più a rischio:

  • pazienti di giovane età;
  • pazienti con un basso BMI;
  • pazienti con Sindrome dell’ovaio policistico;
  • pazienti con pregressi OHSS;

Trattamento dell’OHSS

Il trattamento è sintomatico. Vanno raccomandati alla paziente: riposo assoluto; attento monitoraggio clinico ed ematochimico in quanto il riscontro anche di minime quantità di liquido, impone un’attenta sorveglianza della paziente; controllo quotidiano del peso corporeo; controllo dell’emocromo; controllo ecografico; abbondante introduzione di liquidi e soluzioni saline bilanciate.
Possono essere prescritti analgesici e anticoagulanti.
La situazione si risolve dopo 8-10 giorni, in casi eccezionali, se l’ascite è grave, è necessario aspirare il liquido addominale per ridurre la distensione, migliorando la situazione.

Cancro

La possibilità che si possa generare un cancro, dopo un ciclo IVF è ancora sconosciuta, ma generalmente tale possibilità è minima. Si pensa che alcuni tessuti sensibili, quali quelli della mammella, dell’utero, del collo dell’utero e delle ovaie, possano essere soggetti, a lungo termine, a formazioni tumorali, in seguito a trattamenti IVF.
Tuttavia, studi su donne che hanno effettuato una terapia ormonale, suggeriscono che non vi sia alcun legame tra cancro e cura per l’infertilità, soprattutto perché la gravidanza ha un effetto protettivo nei confronti di alcuni tipi di tumori e in particolare, su quello alle ovaie. Bisogna, comunque, dire che gli ormoni possono accelerare la crescita delle cellule tumorali presenti in alcuni tessuti.
Pertanto, prima di sottoporsi ad un trattamento per l’infertilità, è opportuno fare una visita medica e ginecologica, un Pap-test, nonché un controllo al seno.

Rischi relativi all’anestesia

Sono i comuni rischi legati all’anestesia locale o generale, pertanto, le tecniche di Riproduzione Assistita devono essere precedute da una valutazione anestesiologica clinica e di laboratorio.

Ccomplicazione durante il prelievo degli Ovociti

Le complicanze legate al recupero di ovociti per via transvaginale ecoguidata sono quasi nulle. In casi eccezionali potrebbero verificarsi emorragia, rischio d’infezione, rischio di lesioni al bacino o alla cavità addominale.